L’idiozia antifà: “processata” per uno scatto natalizio con la scritta “X Mas”

lunedì 17 Dicembre 15:33 - di

Lunga vita a Federica De Benedetto. Sì, alla consigliere comunale leccese processata dagli ultimi residui antifà, ossessionati dal ritorno del Ventennio. «Non avete idea di quanti messaggi di questo tipo (“non devi parlare, devi penzolare”) stia ricevendo sia privatamentee pubblicamente da sedicenti antifascisti. Idioti, violenti e pericolosi che usano la scusa politica per sfogare la propria frustrazione», scrive su Facebook Federica, colpevole di aver pubblicato il 12 dicembre uno scatto natalizio che la ritrae insieme a un’amica davanto a uno striscione con la scritta argento X MAS corredato da un pericolosissimo commento “Memento audere semper”. Storditi dalla citazione dannunziana – “Ricordati di osare sempre ” – alcuni idioti (pigri e ignoranti) hanno iniziato a dare segni di squiibrio sui social, commenti sdegnati, processi mordi e fuggi a quella svergognata neo-fascista della consigliera di Forza Italia.

Mas. Tanti significati evocativi e tanta ignoranza. Chi da ragazzino non ha resistito alla curiosità  di chiedere ai genitori di questi “maiali”, alias motoscafi armati siluranti, protagonisti di leggendari atti eroici nelle due guerre mondiali? Certo poi c’è anche la Decima Flottiglia Mas, “che ebbe fasti in Inghilterra”, quella decisamente di marca fascista, ahinoi. Mas è anche, come sa bene la De Benedetto, l’acronimo di “Memento audere semper”, motto coniato da D’Annunzio in occasione della Beffa di Buccari, l’incursione tricolore nella costa croata nella notte tra il 10 e l’11 febbraio del 1918. Prima della marcia su Roma, è bene avvertire gli antifà di cui sopra. Poi basta mettere una X davanti a Mas e diventa il diminutivo, per uso colloquiale o commerciale, di Natale negli States. Merry Christmas, avete presente? Lo striscione della foto incriminata, con X-Mas scintillante a caratteri cubitali, non nasconde infingarde allusioni guerrafondaie. Eppure quell’istantanea è bastata a scatenare un goffo putiferio armato dalla Cgil leccese, subito ripreso e amplificato da Repubblica.

Di fronte al processso di piazza online la De Benedetto ha replicato con colta ironia soccorrendo le pattuglie antifasciste nel cammino impervio della conoscenza. Sulla Beffa di Buccari la consiglieza leccese spiega che si trattò in’incursione cui prese parte il Vate, poi informa che il socialista Benito Mussolini all’epoca, nel 1918, non aveva ancora fondato i Fasci di combattimento e che c’era «un naviglio austro-ungarico a bordo di un MAS, gioiello del genio cantieristico italiano». Poi il colpo di teatro: Federica De Benedetto, contenta di aver riaperto involontariamente una pagina di storia e dispiaciuta che non si possa ancora parlare della seconda guerra mondiale senza suscitare la paure del fascismo, ha invitato l’Amministrazione comunale e i sindacalisti alla proiezione di Red Land, il 19 dicembre a Lecce. Chissà se andranno. «Poi alla fine, se vorrete, apriremo il dibattito su una brutta scritta natalizia che in uno slang inglese, diffuso quanto cacofonico, celebra in Piazza Mazzini la piu cristiana delle celebrazioni».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • enrico 18 Dicembre 2018

    proprio vero la mamma dei cretini (di sinistra) e sempre incinta

  • g.erman 17 Dicembre 2018

    I criminali imbecilli sono i più pericolosi. Edoardo De Filippo diceva: Ogni minuto muore un imbecille e ne nascono due