“Le cicogne sono immortali”. A Palermo la mostra di Solveig Cogliani

venerdì 14 Dicembre 15:45 - di Penelope Corrado

L’arte contemporanea diventa il mezzo per raccontare ciò che più di ogni altro fenomeno sta cambiando la nostra storia attuale: l’esperienza migratoria, protagonista della mostra Le Cicogne sono immortali di Solveig Cogliani, a Palazzo Mazzarino, in via Maqueda 383, a Palermo dal 16 dicembre al 16 gennaio.

La mostra è il frutto della collaborazione tra la Pegaso Università, l’Associazione Antonio e Lidia Bellomo e la Cosessantuno Artecontemporanea, istituzioni che da sempre mettono al centro della loro missione il presente in tutte le sue accezioni, prestando attenzione ai linguaggi più sperimentali e innovativi dell’arte edella cultura contemporanea e con la capacità di dare voce a fenomeni portatori di cambiamenti.

Solveig Cogliani all’opera

Le cicogne sono immortali prende a prestito il titolo dal libro dello scrittore Alain Mabanckou, da sempre affascinato dalla questione della coesistenza tra culture diverse. Eclettico e irriverente, il poeta e romanziere congolese è cresciuto nella caotica Pointe-Noire, insieme all’amatissima madre, figura centrale della sua vita. Non a caso tutti i suoi libri sono dedicati a questa donna forte e determinata che lo ha spinto a trasferirsi in Francia. Partendo da un universo familiare, Alain Mabanckou allarga rapidamente il cerchio e ci porta nel grande affresco del colonialismo, della decolonizzazione e dei vicoli ciechi del continente africano, metafora di vita potente e dolorosa.

Le opere di Cogliani in mostra a Palazzo Mazzarino

Quella di Solveig Cogliani, spiegano i curatori della mostra, è dunque la condivisione di un progetto urgente e doveroso che ha l’ambizione di raccontare il presente come un territorio instabile e in fibrillazione – e con un allestimento che si svilupperà al centro della sala Iervolino di Palazzo Mazzarino – racconterà delle trasformazioni epocali che stanno segnando lo scenario globale e la storia contemporanea. L’obiettivo di questa mostra, è quello di restituire al pubblico almeno una parte di queste esperienze, perché possano trasformarsi in conoscenza, fornendo risorse e strumenti utili alla ricerca di un equilibrio armonico tra gli esseri umani. Una rassegna che l’artista ha voluto introdurre con una frase dello scrittore premio Nobel, Josè Saramago: «Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre».

 

 

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