La deputata M5S smentita da una testimone grida al complotto: «Qualcuno vuole screditarmi»

lunedì 17 Dicembre 16:08 - di giorgia castelli

L’aggressione subita fuori da un supermercato in Sardegna dalla deputata M5S Mara Lapia diventa un giallo: prima la denuncia, poi la smentita di una testimone e ora spunta una nuova ricostruzione con l’evocazione di un complotto ai danni della stessa “vittima”. Più passano le ore più non si capisce come siano andate effettivamente le cose. Domenica sera la parlamentare aveva denunciato di essere stata aggredita da un uomo e aveva raccolto la solidarietà di vari esponenti politici. Poche ore dopo però una testimone ha diffuso un audio whatsapp che smentirebbe l’aggressione. Nell’audio diffuso dai siti della Sardegna, la testimone ha detto chiaro e tondo che la deputata grillina aveva simulato un «episodio lipotimico, buttandosi a terra, una cosa incredibile». Poi è arrivata la replica della Lapia. Sentita dall’Adnkronos la parlamentare grillina ha gridato al complotto: «C’è un disegno politico per diffamarmi e colpirmi politicamente». E sulla sua pagina Facebook ha pubblicato il referto medico che parla di “trauma del torace con infrazione della VI costa sinistra da riferita aggressione”.

Deputata M5S aggredita e smentita grida al complotto

Lo scontro con un uomo sarebbe nato alla cassa del supermercato.«In fila dietro di me – ha raccontato – c’era l’uomo, che nel frattempo mi aveva riconosciuta. Nonostante avessi chiesto alla cassiera di passare piano gli articoli in cassa, lei ha continuato a farlo velocemente, facendo cadere alcune lattine di coca cola, che mi hanno bagnato i vestiti. Così io ho protestato e l’uomo ha colto la palla al balzo per darmi della cafona, della maleducata. Ha continuato a offendermi, così mi sono voltata verso di lui chiedendogli di smetterla, perché altrimenti avrei chiamato la polizia». Telefonata che poi, ha raccontato ancora Lapia, avrà luogo dopo i continui insulti dell’uomo. «L’uomo mi si è avvicinato dicendomi “chi c… credi di essere…”», ha sottolineato Lapia spiegando che la lite è proseguita fuori al supermercato. «Ho avuto la malaugurata idea di fotografare la targa della sua auto. Lui mi ha dato il primo spintone, ha fatto cadere il mio telefono e l’ha preso a calci. Ha continuato a darmi spintoni, per poi colpirmi al petto con un pugno. Fuori al supermercato c’era sua madre che urlava “non picchiarla, che stai facendo!”».

E ancora: «Sono svenuta e delle persone di Nuoro si sono avvicinate. Erano uomo e una donna: dicevano “sta fingendo”». La donna, ha sostenuto Lapia, sarebbe l’autrice dell’audio Whatsapp. «L’ho sentita dire al ragazzo che mi ha aggredita “vai via, diciamo che ha inventato tutto”. L’uomo che era con lei, invece, rideva, teneva le mani in tasca». Lapia ha poi detto: «Passata circa un’ora, dopo aver rilasciato la sua testimonianza alla polizia, la donna è tornata, ha fatto un giro e poi è andata di nuovo via. Una donna che vuole fare la testimone in modo serio non lo fa così». «Se mi fossi inventata tutto non mi sarei frantumata le ossa in quel modo. Perché nell’audio, che è gravemente diffamatorio, la donna non ha detto chi è? Credo si sia trattato di qualcosa costruito bene». La teoria della Lapia è che ci sia un grande complotto per screditarla, orchestrato da un «ex assessore di Nuoro che ha diffuso l’audio» ha aggiunto all’agenzia.

 

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