Il centrodestra fa le pulci alla manovra: «Miliardi bruciati e promesse tradite»

sabato 22 Dicembre 16:44 - di Rdazione

La presenza della Lega nella maggioranza non serve al governo ad evitare le critiche alla manovra economica da parte del centrodestra. Il giudizio di Forza Italia e Fratelli d’Italia sulla legge di bilancio è infatti particolarmente severo sia nel metodo sia nel merito. Il berlusconiano Mulè conta in centinaia «i miliardi bruciati sull’altare del dilettantismo» da parte del governo prevedendo che nel 2019 esso lascerà in eredità «gli interessi da pagare sui titoli di Stato aumentati durante la guerra dei nostri Don Chisciotte all’Europa». Una «retromarcia», incalza, più che il più volte promesso choc fiscale.

Critiche alla manovra da Meloni, Mulè e Moffa

Si concentra invece su un’altra promessa disattesa Giorgia Meloni, che in un posto su Fb sottolinea l’aumento delle accise di 400 milioni solo nel 2020. «Tanto perché dovevano essere cancellate nel primo consiglio dei ministri… Non è il il governo del cambiamento – ironizza la leader di FdI – ma del ”cambiamento d’idea». Critico verso la manovra è anche il portavoce di Cantiere Italia, Silvano Moffa, che in una nota richiama la previsione della Cgia di Mestre circa la stangata stimata in un miliardo di euro che gli italiani potrebbero pagare dal prossimo anno sotto forma di tributi comunali e addizionali regionali dopo la rimozione da parete del governo del blocco degli aumenti dell’imposizione locale fissato nel 2016. «Il primo bilancio del governo giallo-verde – attacca Moffa – non modifica di una virgola la situazione di difficoltà in cui versano famiglie e imprese. Ci chiediamo: che cosa è cambiato rispetto al passato?».

L’Upb: «Sulla crescita rischio di revisione al ribasso»

Il governo può consolarsi, ma solo fino a un certo punto, del disco verde alla manovra da parte dell’Ufficio parlamentare di Bilancio (Upb), cui spetta la certificazione tecnica del testo: «In analogia con gli orientamenti passati – si legge in un comunicato -, in virtù dei quali l’Upb ha considerato accettabili quadri con divergenze sulla crescita, ma allineati sulle dinamiche nominali, si ritiene che la previsione del Mef per il 2019 sia plausibile, pur presentando non trascurabili rischi di revisione al ribasso. Tali rischi risultano amplificati se si considerano le previsioni per il 2020 e 2021».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Giovanni Acquaviva 23 Dicembre 2018

    Non si può più rimandare! Dobbiamo andare subito ad elezioni anticipate prima che questi sciagurati grillini ci rovinino completamente, e bisogna farlo SUBITO, prima che lo tsunami travolga anche il consenso che la Lega aveva faticosamente guadagnato. Giorgia, stai con noi e rompiamo definitivamente con i grillini e i “centristi” amici del pd. Un unico partito, Lega-F.d’I. non può che trionfare alle elezioni.