I “democrats” paralizzano gli States per fare dispetto a Trump. Che non molla

venerdì 28 Dicembre 15:37 - di antonio pannullo

La sinistra americana – e non solo quella – è completamente accecata dalla rabbia per aver perso le elezioni tanto da autodistruggersi. “I democratici non si rendono conto che le persone che non vengono pagate sono democratici?”. Così scrive Donald Trump in un tweet con cui torna ad attaccare i democratici come i veri responsabili per lo shutdown, la paralisi federale, scattato sabato scorso dopo per il rifiuto del presidente di accettare un budget senza i cinque miliardi per la costruzione del Muro. Non è chiaro se con la sua battuta il presidente si volesse riferire ai lavoratori federali – evocando forse gli argomenti dell’estrema destra che vedono un deep state di burocrati federali che fanno resistenza interna all’amministrazione Trump – che rischiano di vedere decurtato il loro prossimo salario a causa della chiusura forzata di uffici ed agenzie federali, oppure alle famiglie a basso reddito che perdono benefici e assistenza federale. “I democratici hanno finalmente capito che abbiamo un disperato bisogno di sicurezza ed il muro sul confine meridionale, abbiamo bisogno di impedire che la droga, i membri di gang criminali entrino nel nostro Paese?”, scrive ancora Trump. Secondo un sondaggio del 2015, il 44% dei dipendenti federali vota democratico e il 40% repubblicano.

Trump: o finiamo il Muro o basta aiuti al centroamerica

Sul Muro, Trump ha ribadito: “O finiamo di costruire il Muro o chiudiamo il confine meridionale. In Honduras dicono si stia formando una nuova carovana” di clandestini. “Taglieremo tutti gli aiuti a Honduras, Guatemala ed El Salvador che non fanno nulla per gli Stati Uniti”. Il Muro e l’immigrazione sono gli argomenti al centro dei tweet mattutini di Trump, che apre la sua giornata con una raffica di messaggi. “Saremo costretti a chiudere interamente il confine meridionale se i democratici ostruzionisti non ci daranno il denaro per finire il muro e per cambiare anche le ridicole leggi sull’immigrazione che vincolano il nostro Paese”, dice Trump facendo riferimento al braccio di ferro con l’opposizione e allo stop, arrivato al settimo giorno, di parte delle attività del governo federale. “Gli Stati Uniti perdono così tanti soldi nei rapporti commerciali con il Messico regolati dal Nafta, oltre 75 miliardi di dollari all’anno (senza contare il denaro prodotto dalla droga che ammonta a molto più di quella cifra) che io considererei la chiusura del confine meridionale un’operazione per generare profitti. Costruiamo il Muro o chiudiamo il confine meridionale”, ripete Trump. Il presidente ribadisce anche una serie di priorità: “Riportare la nostra industria automobilistica qui negli Stati Uniti, a cui appartiene. Tornare alle condizioni pre-Nafta, prima che tante aziende e tanti posti di lavoro venissero scioccamente spediti in Messico. O finiamo di costruire il Muro o chiudiamo il confine”. Quindi, dito puntato contro il Paesi dell’America Centrale: “Honduras, Guatemala e El Salvador non stanno facendo nulla per gli Stati Uniti, a parte prendere i nostri soldi”. “Si dice che una nuova carovana si stia formando in Honduras e” lo stato “non sta facendo nulla a riguardo. Taglieremo tutti gli aiuti a questi tre Paesi che per anni si sono approfittati degli Stati Uniti”, minaccia Trump.

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