Fratelli d’Italia smaschera la sinistra: fallito il modello di accoglienza della Toscana rossa

venerdì 28 dicembre 19:34 - di giovanni trotta

 Paolo Marcheschi, consigliere regionale toscano di Fratelli d’Italia, fa il punto dell’accoglienza toscana ai clandestini: “L’accoglienza toscana è fallita. Ma soprattutto quale accoglienza, è soltanto business delle cooperative. Altro che modello-Riace, questo è il modello di Rossi e della sinistra in Toscana – sostiene Marcheschi -. E’ emblematico il caso dei gestori di otto strutture a Prato, Carmignano e Poggio a Caiano accusati di non aver fornito pasti e pulizie, lucrando sui fondi ricevuti dalla Prefettura. E la presidente del Consorzio Astir è ai domiciliari. Una “mangiatoia” costruita sulle spalle degli immigrati e di tutti i contribuenti toscani. E’ una frode – aggiunge l’esponente toscano di Fdi –  sui profughi, centri migranti fatiscenti e immigrati lasciati al freddo e alla fame. E non è la prima volta che vengono effettuati arresti in questo settore. Questa è l’accoglienza della Sinistra, e si capisce perché questa sinistra non vuole il centro per i rimpatri in Toscana”. E Donzelli ribadisce: “Anche grazie alla legge taglia-business presentata e fatta approvare da Fratelli d’Italia emergono finalmente le porcherie che accadono nei centri per immigrati. Prima della nostra legge chi si occupava di immigrati non doveva nemmeno rendicontare le spese. Abbiamo interrotto così un sistema di sfruttamento mascherato da buonismo. Fingono di essere accoglienti, buoni e generosi, ma per loro gli immigrati sono solo merce per arricchirsi”, afferma infatti il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli, commentando l’inchiesta sulla gestione dei centri di accoglienza straordinaria a Prato. D’altra parte il concetto è stato ribadito dallo stesso premier italiano oggi:  “Il governo non ha mai accusato i migranti di tutti i mali: loro sono le vere vittime e bisogna rafforzare i corridoi umanitari. Il male sono i trafficanti”, ha infatti detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa di fine anno.

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