Caso Regeni, l’Italia incalza l’Egitto ma al Cairo fanno orecchie da mercante…

giovedì 6 Dicembre 16:48 - di Guglielmo Gatti
Giulio Regeni

L’Egitto è ”impegnato in una collaborazione senza precedenti” con l’Italia nell’indagine sul caso Regeni, ma ”serve tempo”. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry durante un intervento all’evento organizzato dal Canadian Egypt Business Council. ”L’Egitto si sta occupando del caso con trasparenza e interesse, ma di solito tali questioni richiedono del tempo”, ha dichiarato il capo della diplomazia egiziana. Shoukry ha quindi affermato che ”le autorità egiziane continueranno a indagare sul caso per arrivare alla verità” sull’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni e per ”favorire il lavoro degli italiani in termini di indagini”. Il capo della diplomazia egiziana ha infine sottolineato le ”forti e profonde relazioni” che legano Italia ed Egitto. Inutile il pressign italiano sul Cairo: “In tutti gli incontri avuti con il presidente Al Sisi, ho sempre perorato – costantement e- la causa della verità sull’omicidio Regeni e continuerò a perorarla, con tutti i mezzi a mia disposizione: su questo obiettivo il governo è assolutamente compatto”. Lo dice il premier, Giuseppe Conte, in un’intervista all’Adnkronos, a poche ore dalla dichiarazione del presidente della Camera Roberto Fico, che, dopo aver incontrato la famiglia del ricercatore friulano, ha chiesto all’Egitto di passare dalle parole ai fatti. “Sin dal primo momento che mi sono insediato, da subito – ricorda Conte – ho voluto incontrare la famiglia Regeni per esprimere la mia personale testimonianza di solidarietà, mia personale e del governo”. Salvini, Di Maio e Moavero sono d’accordo sulla linea intransigente nei confronto dell’Egitto, che ha dimostrato di non voler collaborare per accertare la verità sulla morte di Giulio Regeni. Il presidente della Camera ha sottolineato nelle ultime ore la compattezza del governo nel mantenere alta l’attenzione sul caso di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato e ucciso nel gennaio del 2016 alla periferia de Il Cairo. “Mi sembra che da parte del governo italiano oggi ci siano tre dichiarazioni importanti. Il ministro degli Esteri Moavero ha chiamato l’ambasciatore egiziano alla Farnesina per ribadire tutta la delusione dell’Italia” sulla vicenda giudiziaria. “Il vice premier Di Maio – ha rimarcato Fico – non ha escluso ripercussioni economiche, rispetto alle questioni energetiche, sottolineando il principio che non ci può essere una cooperazione economica o commerciale che superi la vita di un nostro concittadino ucciso e non da comuni criminali”. “Anche il ministro Salvini ha detto che come padre lui questa cosa non la può accettare e che tre anni ormai sono troppi e che devono venire fuori i nomi dei colpevoli. Quindi oggi abbiamo una direzione istituzionale molto compatta e molto forte e credo che nessuno arretrerà di un passo”, ha concluso il presidente della Camera.

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