Asia Argento, la donna che visse 2 volte: esposta in mostra al Vittoriano come un’opera d’arte

venerdì 14 dicembre 15:43 - di Chiara Volpi

Se non fosse che alla sua notorietà – onori e oneri – Asia Argento già provvede ottimamente per conto suo, verrebbe da pensare che quest’ultima trovata che la riguarda sia frutto di una strategia decisa a tavolino, tesa a rilanciarne immagine e potenziale spettacolare.

Asia Argento esposta come opera d’arte al Vittoriano

E allora, ormai immunizzata dalla sindrome da figlia d’arte; in barba a fidanzamenti illustri con il “Lucignolo” di turno, Fabrizio Corona; archiviati scandali sessuali subìti e accuse da fame fatale rispedite al mittente, metabolizzato lo sgarbo dell’esilio inferto da Sky con la scomunica da giudice di X Factor, Asia Argento è pronta a vestire la sua nuova pelle: e secondo quanto riferito in queste da Il Giornale sul suo sito, sarebbe pronta a debuttare come «opera d’arte» niente di meno che al Vittoriano a Roma, dove l’attrice è «esposta» come un’opera d’arte alla mostra del tatuatore, scultore e incisore Marco Manzo. Proprio così: stando a quanto riferito dal quotidiano milanese diretto da Sallusti, «l’idea è venuta a Marco Manzo, tatuatore, scultore e incisore che con la sua mostra vuol far diventare il tatuaggio “linguaggio dell’arte contemporanea del XXI secolo”». E quale sponsor e icona migliore della ribelle figlia di Dario Argento?

Una statua tatuata vivente esposta in mezzo a sculture e modelle

Detto, fatto: e per qualche ora, alla stregua di statua in carne e ossa, simbolo dell’arte del tatuaggio, accanto a installazione e sculture in bronzo e alluminio che riproducono i disegni – normalmente incisi sulla pelle – di Manzo, come registra puntualmente Il Giornale, Asia «è apparsa una enorme teca trasparente in cui la Argento posava mostrando i “tatuaggi in stile ornamentale” realizzati dallo stesso artista». E non a caso, allora, la sua ultima performance artistica è stata ribattezzata Diorama d’Aria. A fare compagnia all’attrice e regista romana – o meglio, a farle più che altro da contorno – l’artista celebrato nell’esposizione prevede anche una serie di modelle tatuate: lo sfondo per una protagonista in prima linea e molto spesso in primo piano…

 

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