Vino, sos made in Italy: le nuove regole Ue possono massacrare le nostre aziende

mercoledì 14 novembre 19:34 - di Tito Flavi

La Ue ha dichiarato guerra al made in Italy in uno dei suoi settori di punta: la produzione del vino Dopo lo spumante, la Commissione europea ha dato il via libera alla cancellazione dell’obbligo di indicare l’origine delle uve per le bottiglie di Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shiraz. È qualcosa di inaudito per il settore vinicolo, rappresenta un colpo mortale. Nel 2018, l’export italiano ha segnato un nuovo record, con un aumento del 4% soltanto nei primi sette mesi dell’anno. La Coldiretti è già sul piede di guerra. Secondo l’associazione, l’Italia deve opporsi con tutte le forze alla modifica del regolamento 607/09 sull’etichettatura dei vini. Il pericolo è gravissimo: rendendo obbligatorio solo il luogo della spumantizzazione ma non quello di origine delle uve, di fatto qualsiasi Paese può dire di produrre vino “italiano” con vini o mosti proveniente di altri Paesi. Ed è per questo che Stati europei o con cui l’Unione europea ha accordi commerciali nel settore agricolo, già festeggiano. Voglio favorire prodotti targati.

Commenti

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  • Angela 16 novembre 2018

    Usciamo da questa UE che vuole vedere l’Italia in ginocchio e senza dignità.Meglio morire sovrani che servi.

  • Giuseppe Forconi 16 novembre 2018

    Abbiamo voluto la “UE” senza neanche sapere che cosa era ? Bene ora, o ce la teniamo o usciamo, ma convinti, altrimenti zitti e mosca e si tira avanti, a voi la scelta, ma basta di piangere sul latte versato. Forse sapevamo che Prodi ci stava fregando ???

    • Angela 16 novembre 2018

      Noi non abbiamo voluto la UE,ci è stata imposta!!!tutti gli altri Paesi europei hanno fatto il referendum se entrare o meno ,e a noi alla chetichella ,da un giorno all’altro ci hanno fatto svegliare in questa Unione Europea che ci sta massacrando impoverendoci sempre di più,ho l’orgoglio di dire che il giorno in cui siamo entrati nell’euro pronisticai che per il nostro bellissimo Paese sarebbe stata l’inizio di una crisi che ci avrebbe messo in ginocchio perché a decidere di entrare in questa scellerata Unione Euro-pea furono tutti i paperoni di sinistra e si sa che la sinistra fa danni enormi che poi fa pagare ai cittadini.

  • Giuseppe Forconi 16 novembre 2018

    Caso mai, quanto ci costerebbe “l’ITALXIT” ? Meglio morire in piedi con onore che in ginocchio soffrendo.

  • lamberto lari 15 novembre 2018

    Se questa è l’Europa che dichiara di fare il possibile per rilanciare la nostra economia bhè forse non ho capito nulla dei principi che la animavano! Sto diventando sempre più ANTIEUROPEISTA! Popolo italiano se dobbiamo morire scegliamo noi come, da popolo libero quale siamo sempre stati.
    Morire per morire meglio morire da popolo libero che schiavo….basta avere paura di spauracchi che i nostri potenziali padroni ci sventolano con impudenza ed arroganza ad ogni piè sospinto. Basta riconoscere diritti altrui sulla nostra sovranità, basta dare spazio a popoli ricattatori e vigliacchi! L’atavica invidia nei confronti dell’Italia li attanaglia e li consuma come la ruggine. Dell’Italia gli piace tutto, ma proprio tutto, comprano tutto e quello che non possono comprare lo vogliono distruggere peggio dell’ISIS! Impediamolo con forza con determinazione se vogliono che l’Italia resti in Europa devono accettare anche le nostre condizioni….altrimenti la fine che ci attende è semplice per chiunque immaginarla.

  • sergi 15 novembre 2018

    NON SI TOCCA IL MADE IN’ITALY,, SIAMO PRIMI NEL MONDO.

  • Giuseppe Tolu 15 novembre 2018

    Ci vogliono vedere proprio col cu*o per terra e basta. Cambiare subito i vertici o questi burocrati affonderanno ancor di più l’Italia.

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