Venerdì sciopero dei medici: a rischio 40mila interventi. «Garantite solo le urgenze»

mercoledì 21 novembre 14:15 - di Sveva Ferri

Resta confermato, al momento, lo sciopero nazionale dei medici – e non solo – previsto per venerdì. La mobilitazione, secondo quanto comunicato dai sindacati, interessa 135mila tra medici, veterinari e dirigenti sanitari e mette a rischio 40mila interventi chirurgici e centinaia di migliaia di visite specialistiche e prestazioni diagnostiche. Le uniche attività assicurate saranno, dunque, quelle d’urgenza e di pronto soccorso.

«Nonostante le timide aperture dei parlamentari incontrati nelle scorse settimane restano irrisolte, nei provvedimenti legislativi in itinere, le istanze avanzate dalla categoria», ha spiegato il sindacato Anaao Assomed, ricordando che in particolare i nodi da sciogliere riguardano «un finanziamento del Fondo sanitario nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i vecchi e i nuovi Lea ai cittadini; il rinnovo del contratto fermo da 10 anni, con le necessarie risorse finanziarie e l’abolizione del tetto al trattamento accessorio; la cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità che frena le assunzioni; il finanziamento di almeno 3mila nuovi contratti di formazione specialistica post lauream». «Entriamo nell’agenda sociale e politica del Paese sempre con un segno meno, mai con un più di proposte innovative e soluzioni condivise», ha quindi chiarito il segretario nazionale dell’Anaao, Carlo Palermo, spiegando che la mobilitazione di venerdì coinvolgerà i medici, i veterinari e i dirigenti sanitari di tutte le Regioni e che in ogni capoluogo (Torino, Aosta, Milano, Padova, Bologna, Firenze, Perugia, Ancona, Roma, L’Aquila, Campobasso, Napoli, Bari, Catanzaro, Palermo e Cagliari) è stata organizzata una manifestazione unitaria.

Tentativi di scongiurare lo sciopero dei medici sono comunque ancora in atto, come dimostra l’appello rivolto a governo e Regioni dalla Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo). «Lo sciopero in sanità è sempre un’anomalia, e rappresenta, per i medici, l’extrema ratio per far sentire la loro voce», ha sottolineato il presidente della Fnomceo, Filippo Anello, chiedendo che «il governo e le Regioni convochino le organizzazioni sindacali dei medici e mettano in atto tutte le azioni possibili per scongiurare lo sciopero». «La classe medica con il proprio impegno e la propria dedizione ha garantito livelli di assistenza elevati pur in un momento dove il blocco del turnover, la gravissima carenza del personale, i tagli lineari hanno messo a dura prova la tenuta del sistema», ha spiegato ancora Anelli, sottolineando che «la classe medica italiana non merita tutto questo». «Chiediamo al governo – ha concluso il rappresentante dei medici italiani – di inserire la sanità tra le priorità dell’agenda politica dell’esecutivo per ridare fiducia al personale sanitario e per rilanciare questo sistema sanitario che il mondo ci invidia».

 

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