Troppi maschi bianchi candidati alla guida del Pd… Martina criticato perché eterosessuale

venerdì 23 novembre 19:13 - di Vittoria Belmonte

Alla fine sarà ricordato come il volto triste del Partito democratico, il volto della disfatta, del caos del dopo-Renzi, dei fischi di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. E anche il volto del politichese, della sfilata sulla nave Diciotti a difendere lo sbarco di migranti che si sono dileguati dalle strutture Caritas. Il Pd del fallimento che vuole ripartire dal fallimentare segretario Martina. Il guaio è che la candidatura di Maurizio Martina alla segreteria del Pd non se l’è filata proprio nessuno, forse perché scontata, forse perché i sondaggi già lo hanno abbondantemente silurato: in testa ci sarebbe Zingaretti (38%) seguito da Minniti (28%). Appoggiato dalla corrente di Matteo Orfini, da Debora Serracchiani e da Graziano Del Rio, Martina fa quasi tenerezza con quel suo esordio: “Mi inchino agli iscritti” e ancora di più col suo tentativo di rinverdire una stiracchiata mozione degli affetti andando a lanciare la sua “sfida” dalla storica sezione Pd di San Lorenzo.

Ora, di un futuro segretario di partito si possono contestare tante cose: la linea politica, il metodo di selezione della classe dirigente, il passato, le letture, persino lo stile di vita. Ma Martina forse non si aspettava di essere contestato in quanto maschio, e per di più bianco, e per di più eterosessuale. E’ davvero singolare ma a suo modo esemplare, quindi, la critica che Christian Raimo gli rivolge via Facebook: “Con Maurizio Martina arriva la settima candidatura alla segreteria del Pd. Il settimo maschio eterosessuale bianco. Lo spazio della sinistra planetaria è occupato da donne e da femministe, che si muovono lungo percorsi sfidanti e radicali, intersezionalità, diritti lgbtq, e il panorama italiano è così”. Critica singolare perché ci si muove in ambito extrapolitico, colpendo il genere e i gusti sessuali dell’aspirante segretario. Singolare, anche, perché si tratta di una forma di involontario razzismo: il fatto di essere bianco è forse una colpa? Ma il commento è esemplare: esemplare di come secondo alcuni dovrebbe trasformarsi la sinistra, diventando l’ultima roccaforte di un noioso politicamente corretto che ci ritorna d’Oltreoceano con decenni di ritardo. Come se da noi avesse una qualche possibilità di vittoria una sinistra che mette in agenda solo più gender e più #metoo, più fascistometri e più cortei anti-razzismo. Una sinistra con frontwomen efficaci come Boldrini, Murgia, Cirinnà… E non si capisce davvero se Raimo ci tiene alla sopravvivenza della sinistra o se lavora per farla definitivamente scomparire, inghiottita dalle retoriche esorbitanti dei linguaggi che parlano solo alle minoranze. Bene: se questo è il livello del dibattito precongressuale, c’è davvero da rimpiangere i comunisti di una volta. Non quelli come il Peppone di Guareschi (sarebbero troppo vintage) e neanche quelli come Berlinguer. Basterebbe gente che non sia del tutto disconnessa dalla realtà: se ci sono, battessero un colpo che fa troppa tristezza vedere gli avversari consumarsi così.

Commenti

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  • Giuseppe Forconi 25 novembre 2018

    Tutto quello che volete, ma non fate avvicinare la boldrini, sarebbe la fine del PD.

  • lucio 23 novembre 2018

    Si infatti te ne fai una colpa per essere un eterobianco, il futuro, per i tuoi compagni di merende deve essere pieno di neri e gay, forse non hanno tutti i tordi, il mondo sta andando in sopra affollamento

  • Giuseppe Tolu 23 novembre 2018

    Ci sono i centri di accoglienza dove poter scegliere, non aspettano altro.

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