Tijuana, violente proteste popolari contro la “carovana dei clandestini”

lunedì 19 novembre 18:47 - di Giovanni Trotta

Centinaia di residenti di Tijuana città alconfine tra Messico e Usa, hanno protestato contro una carovana di clandestini centroamericani che è arrivata nella città di confine messicana con l’intenzione di chiedere asilo negli Stati Uniti. Tra le 300 e le 400 persone hanno urlato slogan contro i clandestini sventolando bandiere messicane, con alcuni manifestanti che hanno lanciato bottiglie alla polizia che cercava di rompere un cordone intorno al rifugio dove si trovano i nuovi arrivati. “Questa è un’invasione”, ha detto un manifestante, facendo eco alle parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Circa 2.500 immigrati irregolari centroamericani, tra cui donne e bambini, hanno raggiunto Tijuana dopo aver viaggiato verso nord dall’Honduras per oltre un mese. Altre 3.000 persone sono in viaggio verso la città di confine, che ha una popolazione di 1,7 milioni. La maggior parte di loro vuole chiedere asilo negli Stati Uniti, un processo che può durare molti mesi e che potrebbe potenzialmente portare alla loro espulsione. Su Twitter Trump ha di nuovo preso di mira la carovana sostenendo che “gli Stati Uniti non sono preparati per questa invasione e non lo sosterranno. Stanno causando grandi problemi in Messico”. Non è poi neanche chiaro chi foraggia queste miglaia di persone lungo tutto il viaggio.

Gli Usa rafforzano le frontiere col Messico

Intanto è stato chiuso oggi per diverse ore il posto di frontiera di San Ysidro, tra San Diego e Tijuana, dove migliaia di clandestini della carovana arrivati in Messico sperano di poter entrare negli Stati Uniti. Secondo quanto reso noto su Twitter dalle autorità di frontiera americane, la chiusura, sia al traffico delle auto che dei pedoni, avvenuta nelle prime ore dell’alba, è stata necessaria per posizionare del materiale di sbarramento e difesa intorno alle garitte che ospitano gli agenti di frontiera. La televisione messicana ha mostrato pesanti blocchi di cemento e reti metalliche che venivano poste a difesa del posto di frontiera. La chiusura ha creato problemi di traffico, con le auto che sono state deviate verso il più vicino posto di frontiera, quello di Otay, a circa 16 chilometri ad est. Sono circa 3mila gli immigrati irregolari, in gran parte provenienti da Paesi del Centro America, arrivati a Tujiana, mentre altri 3mila sono a Mexicali, altra città sul confine con gli Stati Uniti e Messico. Nonostante gli allarmi lanciati da Donald Trump durante la campagna elettorale sul rischio di un’invasione di immigrati illegali, contro la quale ha schierato la Guardia Nazionale lungo la frontiera, i clandestini arrivati con la carovana intendono presentare tutti domanda di asilo una volta arrivati ad un posto di frontiera. Ma con migliaia di persone arrivate a Tijuana le autorità statunitensi stanno accettando solo tra le 40 e le 80 richieste di asilo al giorno, affermano le autorità messicane. Questo significa che i clandestini potrebbero rimanere per molti mesi bloccati al confine, senza contare che il loro numero potrebbe salire anche a 10mila, secondo le stime del governo messicano.

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