Silvia è viva, il cerchio si stringe sui rapitori: la polizia fissa una taglia sui sospetti

sabato 24 novembre 12:39 - di Chiara Volpi
Silvia Romano rapita in Kenya

Silvia è viva: e adesso si spera in un’accelerazione dei tempi che porti alla svolta della liberazione. Intanto, secondo quanto riferito dalla televisione Ntv Kenya, la polizia kenyota ha identificato tre persone che ritiene essere responsabili del rapimento della volontaria italiana Silvia Romano, sequestrata martedì sera a Chakama.

Silvia è viva: il cerchio si stringe introno ai rapitori

Dunque, la notizia tanto attesa arriva da Noah Mwivanda, responsabile della polizia kenyana per tutti i distretti della costa, e riaccende le speranze; le indagini sono sono partite immediatamente e sono entrate nel vivo sin da subito, tanto che ora il cerchio si è stretto introno a 3 sospetti, considerati i responsabili del sequestro della giovane cooperante milanese. «Silvia Romano è viva», ha detto il funzionario al quotidiano la Repubblica e dai primi fermi di sospetti complici del gruppo armato, autore del sequestro della ragazza, portata via dalla sede della Onlus Africa Milele, nel villaggio di Chakama, a 70 chilometri da Malindi, le indagini si sono avvicinate alla verità dei fatti, a partire dall’individuazione dei rapitori, intorno ai quali, ora, il cerchio si stringe. E non solo…

20 arresti, visori termici e apparati tecnologici: l’accelerazione delle indagini

Mwivanda, allora, ha parlato di un commando di otto rapitori che poi si è diviso, mentre Silvia sarebbe stata affidata a tre persone. La certezza, scrive il quotidiano citato poco sopra, sarebbe stata raccolta con l’aiuto di «apparati tecnologici» utilizzati durante le ricerche, forse visori termici che consentono di rilevare il calore del corpo. Strumenti che – scrive ancora Repubblica – «avrebbero confermato le indicazioni raccolte dagli inquirenti kenyani con gli interrogatori di alcune persone sospettate di avere aiutato il commando nel rapimento». Di più: stando a quanto reso noto dalla televisione Ntv Kenya, la polizia kenyota ha identificato le tre persone che ritiene essere responsabili del rapimento della volontaria. In totale le forze dell’ordine hanno arrestato 20 persone nell’ambito dell’indagine, eppure, al momento, gli inquirenti non hanno ancora stabilito se il sequestro sia attribuibile ai miliziani di al-Shabaab.

Ricompensa a chi dà informazioni sui rapitori

Ieri, infine, anche l’ispettore generale Joseph Boinnet si è detto «ottimista» circa il ritrovamento della giovane cooperante. «Dovremmo essere in grado di ritrovare la ragazza nel più breve tempo possibile», ha spiegato. Secondo il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi «è stato un episodio terribile che noi stiamo seguendo dall’inizio con l’Unità di Crisi della Farnesina», sperando che davvero la sua sua felice conclusione sia più che imminente. E nel frattempo, la polizia fissa una taglia sui sospetti: «Facciamo appello alla popolazione perché informi il più vicino ufficiale o stazione di polizia nel caso in cui vedessero una di queste tre persone. Una taglia di un milione di scellini è offerta a chiunque abbia informazioni che portino all’arresto di ognuno dei sospetti», ha detto in una nota l’ispettore di polizia, Joseph Boinnet, citato dall’emittente CapitolNews. Le autorità hanno anche diffuso le foto dei tre sospetti per il rapimento.

Commenti

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  • paleolibertario 24 novembre 2018

    Ma cosa ci vanno a fare in Africa? Mi auguro si salvi, ovviamente, ma io a quell’età aiutavo i poveri italiani, gli anziani, i disabili, perché fare questi viaggi? “Ama il prossimo tuo come te stesso” diceva qualcuno… il prossimo tuo è chi è in prossimità, è il tuo vicino, magari sta male qualcuno nel nostro condominio. Perché questo altruismo esotico da “super-buoni”? Voglio sperare che non sia protagonismo… Spero che, una volta ritornata, questa ragazza mediti seriamente sulla sua vita e sulle vere priorità (che non si mettono in mostra).

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