Sfrattata l’Associazione Fratelli Mattei. «Da Raggi gesto immondo»

giovedì 8 novembre 13:22 - di Valeria Gelsi

Sfrattata come una bocciofila morosa. Il Comune di Roma ha messo alla porta l’Associazione Fratelli Mattei, cambiando la serratura della sede che era stata assegnata 11 anni fa dall’allora sindaco Walter Veltroni e che in questi anni è stata il luogo da cui sono partite innumerevoli iniziative per «costruire una memoria condivisa sugli anni ’70», come ricordato da Giampaolo Mattei, presidente dell’Associazione e fratello di Virgilio e Stefano, di 22 e 10 anni, che la notte del 16 aprile 1973 morirono assassinati nel rogo della loro casa al quartiere Primavalle, appiccato da tre militanti di Potere operaio. I tre – Achille Lollo, Manlio Grillo e Marino Clavo – furono condannati a 18 anni per omicidio colposo, ma sono sempre rimasti impuniti grazie alle coperture politiche di cui godettero.

L’arrivo della municipale e l’apposizione dei sigilli è stato giustificato dal Campidoglio con un debito da parte dell’associazione di 200mila euro per affitti non pagati. Dunque, si tratterebbe di un atto amministrativo in qualche modo dovuto. La realtà, però, non è così lineare e racconta di precise responsabilità della stessa amministrazione: l’associazione Fratelli Mattei da subito ha chiesto che la delibera con cui, nel 2007, le fu assegnato lo spazio in via Conforti, al quartiere Marconi, venisse trasformata in un regolare contratto d’affitto, ma questo passaggio non è mai stato formalizzato dal Campidoglio. «Almeno all’inizio, non è mai stato un problema di soldi, ma piuttosto di legalità. Per anni ho cercato di ottenere una formalizzazione di quell’affitto che, però, non è mai arrivata», ha spiegato Giampaolo Mattei, dando notizia dello sfratto e aggiungendo che «ho sbagliato a fidarmi della politica».

Mattei ha quindi puntato l’indice contro i sindaci che si sono succeduti e contro il prefetto Francesco Paolo Tronca, commissario dopo Marino, che, a suo avviso, avrebbero potuto ma non hanno regolarizzato la situazione. Ma se con loro c’era stata una interlocuzione, accompagnata dalla volontà di trovare una soluzione poi sempre slittata per i tempi e i percorsi della politica (Alemanno tentò, ma il percorso fu interrotto dall’ostruzionismo dell’opposizione; Marino cadde prima di riuscire; il prefetto aveva dato la disponibilità, ma poi non se ne fece nulla), è stato con questa giunta che la situazione è precipitata. «Questa amministrazione è sempre stata sorda alle mie richieste di incontri. Ho fatto proposte, scritto lettere direttamente alla sindaca, ma non ho mai avuto risposte», ha raccontato ancora Giampaolo Mattei. È stato dunque con questa giunta che la politica ha smesso di fare la politica, ripiegandosi sul piccolo cabotaggio amministrativo e triturando in un’ossessione burocraticista e presuntamente legalitaria non solo un’esperienza associativa virtuosa, ma anche e soprattutto la memoria di quelle vittime innocenti che furono i fratelli Mattei. «Quella sede, di proprietà del Comune, l’ho sempre considerata un risarcimento alla storia dei miei fratelli», ha spiegato ancora Giampaolo Mattei, che tra l’altro nella sede ha allestito una mostra permanente sugli anni di piombo, di fatto trasformandola in un museo didattico.

I Mattei non sono stati solo vittime della violenza politica. Lo sono stati anche delle connivenze dell’establishment antifascista, della giustizia e dell’indifferenza della società italiana. Un’indifferenza ottusa e disumana che ora rivive nel gesto dell’amministrazione a guida Raggi, che non a caso ha suscitato indignazione bipartisan. All’Associazione Fratelli Mattei è arrivata la solidarietà di Fratelli d’Italia, con le parole di fuoco del vicepresidente della Camera Fabio Rampelli, di Forza Italia; con l’appello a ripensarci di Maurizio Gasparri; con la visita alla sede sotto sequestro da parte del governatore del Lazio e candidato alla segreteria Pd Nicola Zingaretti. «Con l’immonda azione di ieri, per me da ora Roma non ha più un sindaco. Virginia Raggi si vergogni di violentare in modo così empio una famiglia e una comunità umana devastata dall’odio degli anni ’70. Bisogna essere di una intelligenza limitata per non capire che questo modo di schiaffeggiare la sofferenza e la storia che l’ha generata è destinato a creare indignazione e risentimento», ha detto Rampelli, annunciando che «interrogherò il ministro dell’Interno Matteo Salvini sulla legittimità di questo atto, giusto per lasciare agli atti della Repubblica italiana l’infamia e l’infame». È stato poi Gasparri, fra i primi ad andare alla sede sequestrata, a rivolgere un appello dal sapore del monito al Campidoglio. «È inconcepibile che il Comune di Roma abbia posto i sigilli al museo che ricorda il tragico assassinio dei fratelli Mattei», ha detto il senatore azzurro, aggiungendo che si tratta di «una situazione inaccettabile, per la quale chiediamo l’immediato intervento del sindaco e del prefetto, affinché affinché facciano chiarezza su questa vicenda».

Commenti

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  • lamberto lari 9 novembre 2018

    Gent.ma Maria Ferrante, prima di fare commenti di pancia, sarebbe opportuno che lei fosse più informata su certe dinamiche che pur’io sto vivendo sulla mia pelle con un ente pubblico. Circa dieci anni fa chiesi alla direzione gestione patrimonio pubblico la possibilità di poter avere all’interno dello stabile di loro proprietà una rimessa per l’auto dato che nel box di assegnazione insistevano delle gravi perdite. La stessa direzione autorizzò il custode dello stabile in qualità di dipendente dell’ente a consegnarmi le chiavi di questo nuovo locale. Ma le sfortune non arrivano mai da sole…dopo qualche mese anche in questa seconda pertinenza si verificò la rottura di un tronco importante della fognatura che richiese un intervento urgentissimo di vari tecnici sia dell’ente che del comune. Segnalai con una raccomandata l’accaduto. Dopo dieci anni l’ente si è svegliato e richiede al sottoscritto che con la raccomandata inviata attestava di occupare il locale che tale occupazione veniva considerata abusiva e pertanto vantava un credito di € 170.000,00 a cui un giudice di prime cure mi ha condannato a pagare senza accettare nessuna prova…tantomeno (l’unica) quella testimoniale del dipendente dell’ente!!! Pignoramento dello stipendio, stravolgimento ovviamente della mia vita e della mia famiglia. Questo le sembra normale???Non sarebbe stato normale, a torto o ragione, che l’ente proprio in occasione del ricevimento della raccomandata (se fosse vero quanto affermato), avesse deciso di formalizzare un contratto che avrei potuto non accettare vista la cifra spropositata richiesta? o in caso contrario di rivolgermi la contestazione di occupazione abusiva nell’immediato (dato che ne erano a conoscenza)???? Ma queste cose normali in Italia non succedono più, grazie anche e mi dispiace dirlo alla compiacenza di giudici che considerano il cittadino che reagisce verso la pubblica amministrazione un criminale da condannare sempre a prescindere. Il risultato? Rovinare la serenità di una (direi molte) famiglia, minandone la capacità economica impedendone di fatto una serena pianificazione del futuro, incatenandola a vita a ceppi di ingiustizia che incoraggiano e alimentano la creazione di enclave delinquenziali all’interno delle pubbliche amministrazioni….ove quotidianamente ci si sveglia con casi di corruzione diffusa come i foruncoli nell’acne juvanilis. La invito pertanto calorosamente sig.a Ferrante a ravvedersi di quanto afferma e di astenersi dal divulgare messaggi che sono il frutto di false verità che lei presume di conoscere .

  • Maurizio 8 novembre 2018

    M5S=zeccherosse!

  • Maria Ferrante 8 novembre 2018

    in undici anni non sono riusciti a regolarizzare un affitto?? ma per favore , lo vadano a raccontare alla loro nonna … Idem la meloni che non ha mai pagato un cent di affitto nella loro sede !! Piuttosto questa gente amava il bengodi di Roma capitale ed ora fanno le vittime,, perche’ da quando c’e’ la Raggi non hanno legalizzato la cosa.. comodo fare i f…. con le terga degli altri!!! pagare e muti!!! la pacchia e’ finita!!!! Idem per santa madre chiesa .. che sborsi i suoi 5 miliardi… cominciamo a mettere i conti in ordine.. con quei 5 miliardi si da da mangiare a tutte quelle famiglie che vanno a rovistare nella monnezza dei mercati … INFAMI

    • Cesare Pieraccini 8 novembre 2018

      Signora Maria s lei vuol difendere la Raggi ad ogni costo, puo`anche andare bene, ma non si metta la benda agli occhi, perche`io pur vivendo all`estero quando quasi ogni anno ritorno in Italia ed in particolare a Roma, lo vedo come le cose sono peggiorate!

    • Laura Prosperini 9 novembre 2018

      sig.Maria,
      è diversa la situazione oltraggiosa delle attività di lucro (migliaia) e degli immobili (migliaia) della Chiesa (che deve pagare quanto prima)
      con il museo diciamo così che ci ricorda, a tutti noi, un episodio gravissimo di alcuni, forse molti anni fa e che è testimonianza reale della degenerazione della passione politica e delle deviazioni funzionali alla stessa che possono trovarsi al loro interno fino all’efferato crimine avvenuto, è un memento ed al contempo una richiesta continua di “scusa” che tutti noi dobbiamo ai familiari dei due ragazzi uccisi…
      non ci trovo molte similitudini
      a meno che, come oggi ci vogliono far credere i soldi (in questo caso un affitto) non superino tutti i valori umani, compresa la vita dei nostri figli e nipoti ed in questo caso, la gente che ragiona in questo modo (deviato) è irrecuperabilmente spacciata e non può partecipare alla costruzione di nessuna civiltà umana

    • Giuseppe Forconi 9 novembre 2018

      Ma Maria, cara Maria, un buon etto del vero San Daniele e’ sprecato metterlo sopra i suoi occhi per cercare di non vedere. Pur ammettendo tutti gli errori e dimenticanze volute o meno, fatte da altri personaggi che qui si scrivono, la raggi e’ certamente una pecora, non si capisce come possa occupare tale posto, non ha la minima idea di cosa sia Roma, forse non sa’ neanche come si scrive, ha ragione il Cesare che come me viviamo all’estero , ma ci e’ cara fare un visita ogni anno. Con immenso dolore vedo la continua decadenza di questa citta’ fino al punto che con le amicizie di sempre ci siamo messi d’accordo d’incontrarci a Madrid, ma a Roma , fino a quando ci sara’ l’incapacita’ della raggi sara’ impossibile ritornare. Maria esca e giri un po’ per Roma e prenda qualche autobus, forse il 64 o la “H” e poi ne riparliamo.

  • Laura Prosperini 8 novembre 2018

    e come se continuassero ad infierire sui poveri ed innocenti fratelli Mattei
    spegnendone anche la memoria, oltre la vita

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