Pisa, sequestrata e stuprata per due settimane: l’aguzzino è un immigrato

martedì 13 novembre 15:13 - di Sara Gentile

È stata sequestrata e stuprata per almeno due settimane una giovane donna proveniente dall’Est Europa, una 29enne moldava, in balia di un immigrato, che è stato arrestato dalla squadra mobile di Pisa, mentre un suo complice è stato denunciato. A finire in carcere con l’accusa di violenza sessuale e sequestro di persona è stato R.M, un 54enne macedone senza fissa dimora. La drammatica vicenda è accaduta in un appartamento di un palazzo alla periferia est di Pisa, nella zona di Cisanello, non lontano dall’ospedale. Secondo quanto riferito dalla polizia, la vittima – arrivata in Italia per lavorare come badante – è stata ridotta in schiavitù dal suo aguzzino grazie anche all’utilizzo di droghe e alcool. La 29enne moldava è riuscita a dare l’allarme inviando un messaggio con il telefono cellulare ad un amico italiano che poi ha dato l’allarme alla polizia. Tramite WhatsApp la donna ha inviato all’amico alcune fotografie in cui mostrava il suo viso con un vistoso ematoma all’occhio sinistro e chiedeva di essere aiutata. Affermava di trovarsi nella casa di uno sconosciuto, di essere stata drogata e stordita con l’alcol.

Utilizzando le foto della casa che la 29enne era riuscita ad inviare, gli inquirenti sono riusciti a risalire all’appartamento dove era stata rinchiusa e a liberarla. E riuscendo ad arrestare il suo aguzzino. Nella vicenda è coinvolto anche un secondo uomo – un giovane di origini nordafricane – che è stato  denunciato a piede libero perché le sue responsabilità sarebbero meno gravi. Gli accertamenti sul conto del marocchino da parte della squadra mobile continuano. L’arresto, in flagranza per sequestro di persona e contestuale fermo di indiziato per il reato di violenza sessuale aggravata, è avvenuto domenica scorsa.

La ricostruzione

Nel tardo pomeriggio del sabato sull’utenza 113 è arrivava la richiesta di un cittadino italiano che ha riferito di aver ricevuto al cellulare una chiamata dall’utenza di un’amica moldava che in lacrime gli detto di essere prigioniera in un appartamento in balia di due stranieri e di aver bisogno di aiuto urgente. La donna tramite WhatsApp ha spedito anche delle foto. Immediate sono partite le indagini volte a ricercare la donna localizzando la sua utenza cellulare. Una volta localizzata la cella da cui era partita la telefonata, è stato comunque difficoltoso localizzare con esattezza il luogo era sequestrata a causa dei numerosi palazzi presenti nella zona di Cisanello. La notte tra sabato e domenica è trascorsa nella ricerca della donna, fino alla mattina seguente in cui è stata rilevata un’ulteriore cella telefonica nei pressi della stazione centrale di Pisa. Le ricerche hanno così consentito di individuare la donna, trovata nell’appartamento in condizioni di salute precarie, che camminava accanto al suo aguzzino quasi fosse un automa, hanno raccontato gli investigatori.

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