Perché l’Onu rilancia lo stereotipo del vecchio catastrofismo ambientalista?

venerdì 23 novembre 16:45 - di Antonio Pannullo

L’ennesimo allarme delle Nazioni Unite, per la precisione della sua agenzia World Metereological Organization sul clima, sull’effetto serra e sulle imminenti catastrofi che verranno, ha il sapore di un deja-vù. L’Onu invita la comunità internazionale ad “agire rapidamente”, qualsiasi cosa voglia dire. D’accordo che le agenzie dell’Onu hanno perso molta credibilità negli ultimi anni, però questa rimasticatura di vecchie tesi allarmistiche degli anni Sessanta e Settanta è veramente troppo. Soprattutto dopo che abbiamo avuto le esperienze del famoso Club di Roma, o dopo che nel 1974 ci avevano detto che il petrolio sarebbe finito di lì a pochi anni, o dopo che gli incubi demografici malthusiani si sono rivelati una solenne bufala, al pari di tutte le altre di questo tenore. Adesso questa agenzia ci ripropone dati triti e ritriti su anidride carbonica, metano e protossido di azoto, che sarebbero giunti a livelli altissimi… Le Nazioni Unite e le sue agenzie evidentemente sperano di ottenere finanziamenti per qualche strampalata ricerca e indagine, oppure più semplicemente vogliono uscire dal cliché che i popoli mondiali si sono fatti di loro, ossia che siano praticamente solo degli stipendifici. È di poche ore fa la notizia che il direttore esecutivo del programma per l’ambiente dell’Onu (Unep), Erik Solheim, si e’ dimesso dopo le proteste causate dalle sue ingenti spese per i viaggi, ed è ancora di oggi la notizia che l’Unhcr, l’agenzia per i “rifugiati”, si è scagliata contro la magistratura italiana per delitto di lesa maestà: le procure infatti stanno “osando” mettere sotto inchiesta Medici senza Frontiere, la ong pro-immigrati di cui l’Unhcr è evidentemente molto amica.

Quello ambientalista è sempre stato uno spauracchio

Tornando all’effetto serra e cose del genere, si sa che il mondo scientifico è diviso su cosa causi il cambiamento climatico: molti scienziati ritengono che l’attività antropica incida pochissimo, per il 5 per cento sì e no, sui cambiamenti climatici, e che quello che accade, in bene e in male, sia l’opera della natura. Il riscaldamento globale, di cui si favoleggia, non è la prima volta che si verifica sul pianeta, si tratta di cicli normalissimi, tanto è vero che sotto i ghiacciai che si ritirano si trovano fossili di erba e foreste. E a proposito di ghiacciai, chissà come mai il ghiacciaio argentino non si sta ritirando per niente mentre gli altri sì: ma non è riscaldamento globale? Il catastrofismo ambientale non ha mai pagato, ed è strano che l’Onu punti ancora su questa carta stantìa per attirare l’attenzione sulle sue iniziative. Il Palazzo di Vetro probabilmente ha compreso la potenza e la ramificazione capillare della lobby ambientalista nel mondo, lobby che è soprattutto ideologica e politica, spesso fanatica, e non scientifica. Perché gli scienziati sanno benissimo che la connessione tra CO2 e aumento della temperatura non è mai stata dimostrata, quanto all’anidride carbonica, lo sanno anche i bambini che favorise la vita vegetale, di cui sul pianeta c’è tanto bisogno. E poi, un aumento della temperatura, cosa già verificatasi nei secoli scorsi, porta a maggiore produzione agricola, quindi sviluppo demografico e quindi progresso, cose avvenute in passato proprio per questo motivo. Infine, gli ambientalisti ci spieghino questo: come mai anche in passato ci sono stati aumenti di temperatura globale, quando le industrie non esistevano? Insomma, l’Onu e altre organizzazioni sovranazionali non elette dai popoli vogliono far stanziare dagli Stati ricchi ingentissime somme per un allarme che non c’è, mentre questi stessi fondi,e anche molti di meno, potrebbero essere concretamente utilizzati per combattere la malaria, la fame nel mondo o per razionalizzare la distribuzione delle acque: tutti problemi veri, concreti, e non isterismi di massa. Concludendo: chissà come l’hanno presa gli ambientalisti duri e puri alla nlotizia che uno degli idoli dell’ambientalismo di sinistra, il britannico Ian McEwan, ha abbandonato le sue idee liberal e si è convertito al nucleare?

Commenti

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  • paleolibertario 23 novembre 2018

    Fossero soltanto bufale… Oltre ad essere bufale, certi concetti (pseudo) ambientali sono velenosi strumenti per intromettersi nelle scelte delle singole nazioni, questa è la verità. L’ONU è un’organizzazione criminale. Farla finita con l’ONU!

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