Migranti scambiano le verdure per vermi: rivolta nel centro di accoglienza

lunedì 19 novembre 16:14 - di Natalia Delfino

Erano germogli di fagioli, ma lui ha pensato che fossero «animaletti indesiderati». Così uno dei quasi mille migranti ospitati a Udine ha fatto scattare una rivolta nel centro d’accoglienza dell’ex caserma Cavarzerani, dove attualmente risiedono 500 richiedenti asilo. Per riportare l’ordine è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine.

Come è stato ricostruito da agenti e operatori del centro, a diffondere la notizia del cibo andato a male, poi risultata del tutto falsa, è stato l’ospite di un’altra struttura di Udine, l’ex caserma Friuli, dove vivono 85 migranti. L’uomo ha chiamato un suo conoscente ospitato alla Cavarzerani, sostenendo che nel cibo che aveva ricevuto c’era carne avariata. E, poiché la ditta che fornisce i pasti a entrambe le strutture è la stessa, tanto è bastato per far esplodere la rivolta. Circa 150 migranti della ex Cavarzerani hanno iniziato a dare in escandescenza e a battere sulle casette prefabbricate. Il personale della Croce rossa che gestisce la struttura, vistosi in difficoltà, ha chiamato la polizia ed è stato raggiunto da 8 pattuglie.

L’arrivo delle forze dell’ordine è stato determinante per riportare la calma tra i migranti, che non senza fatica sono stati fatti rientrare negli alloggi. Gli agenti si sono accertati anche delle loro condizioni di salute e nessuno mostrava segni di malessere. Non solo, il personale Cri si è anche reso disponibile a mostrare il cibo conservato in cucina per garantirne la qualità. Esclusa quindi del tutto l’ipotesi che i pasti serviti potessero essere avariati, la polizia ha avvito le indagini per capire cosa potesse aver provocato la rivolta dei migranti. Ricostruendo che alla base dei momenti di tensione nell’ex caserma Cavarzerani e del pericolo cui era stato esposto il personale c’era l’incapacità di un ospite della Friuli di distinguere tra germogli di fagioli e «animaletti indesiderati», come li ha definiti il direttore locale della Cri, Fabio Di Leonardo.

«Mi sono recato di persona alla Friuli e ho constatato che la carne non era avariata, era semplicemente mescolata a verdura e così qualcuno si è confuso e ha pensato che i germogli dei fagioli fossero “animaletti indesiderati”», ha spiegato Di Leonardo al Messaggero Veneto. «Tutto qui. Il cibo era buono, nessuno è stato male e la notizia che era rimbalzata fino in via Cividale era dunque infondata. Il personale, comunque, ha seguito la procedura e ha contattato le forze dell’ordine che sono subito intervenute in numero adeguato», ha proseguito il responsabile della Cri, ricordando che «avevamo chiamato la polizia anche domenica scorsa per cacciare un abusivo. Il rapporto di collaborazione è ottimo e gli agenti sono sempre presenti e disponibili. Il responsabile della telefonata, da quanto so, è già stato identificato».

Commenti

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  • Antonio 20 novembre 2018

    una scarica di bastonate…..ma forti parecchio !!!

  • sergi 20 novembre 2018

    Sono d’accordo, tutti a casa loro. Salvini.. a casa loro tutti..!

  • Antonio 20 novembre 2018

    Povera Italia

  • Giuseppe Tolu 20 novembre 2018

    Avrei voluto sapere cosa mangiavano anella loro terra natia. Per carità, non voglio essere frainteso e non per questo qui devono mangiare vermi. Dico però che ci sono modi e modi di protestare. Saranno sempre così purtroppo, vengono in Europa con il lavaggio del cervello già fatto. A loro tutto è dovuto e tutto è concesso. Dei nostri concittadini che cercano due foglie di lattuga e qualche mela marcia nelle pattumiere della mondezza non frega un emerito piffero a nessuno.

  • 20 novembre 2018

    Ma che ignoranti hanno mandato in Italia??? Mandate il conto al Vaticano,

  • GIORGIO 19 novembre 2018

    Devono rimandarli tutti a casa loro. Basta con l’invasione e l’arroganza

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