May chiarisce: “Brexit vuol dire Brexit, non ci sarà mai un altro referendum”

giovedì 15 novembre 19:08 - di Antonio Pannullo

La Brexit non va proprio giù a Bruxelles. Siamo alle solite: l’Unione europea non accetta i risultati del voto democratico, e vorrebbe far rivotare i popoli europei sinché non si accettano le sue regole unilaterali. Ma gli inglesi, purtroppo per la Ue, sono un popolo serio che crede veramente nella democrazia e non crede per niente in questa Ue. “Il popolo britannico ha votato e ci ha dato un compito. Per quanto mi riguarda, non ci sarà un secondo referendum. Lasceremo l’Unione Europea e la lasceremo il 29 marzo 2019”. La premier britannica Theresa May risponde così ad una domanda sull’ipotesi di un secondo referendum sulla Brexit. La premier britannica difende la bozza di accordo sull’uscita dall’Ue. “Credo he la strada da me scelta sia quella giusta per il Paese”, ha affermato la May in un’attesa conferenza stampa, sottolineando che il suo accordo “è nell’interesse nazionale”. “Credo nel mio accordo con ogni fibra di me stessa”, ha dichiarato la May a Downing street, dopo una giornata segnata da una rivolta di una parte del suo partito conservatore contro la bozza da lei presentata e dalle polemiche dimissioni di diversi membri del suo governo. Alla domanda se si batterà contro un possibile voto di sfiducia, la premier ha risposto che avere “leadership significa prendere le decisioni giuste, non quelle più facili”. “Il mio lavoro – ha detto – è ottenere un accordo che porti risultati per il popolo britannico. E penso che questo accordo lo faccia”. Secondo la May, il popolo “vuole che noi dobbiamo andare avanti”. “Questo accordo ci darà quello per cui abbiamo votato ed è nell’interesse nazionale”, ha ribadito.

Se dopo il periodo di transizione successivo alla Brexit entrerà in vigore il backstop, cioè l’istituzione di un territorio doganale unico tra l’Ue e il Regno Unito, allora Londra potrà condurre una politica commerciale “indipendente” nelle aree che non rilevano per l’operatività del territorio doganale unico, vale a dire per i servizi e gli investimenti, ma non per le merci. Lo ha spiegato un alto funzionario Ue. Il Regno Unito, se entrerà in vigore il backstop, o soluzione di salvaguardia, dovrà “allinearsi con la tariffa doganale esterna comune, con le nostre regole di valutazione e con le nostre regole di origine”. L’Unione doganale “riguarda solo le merci: in tutte le aree che non sono direttamente rilevanti per le operazioni del territorio doganale unico, il Regno Unito sarà in grado di sviluppare una politica commerciale indipendente, vale a dire nei servizi e negli investimenti”. Il backstop, ha spiegato il capo negoziatore Ue Michel Barnier, entrerà in vigore solo nel caso in cui alla fine del periodo di transizione, che venga esteso o meno, non si sia trovato un accordo, nell’ambito della relazione futura tra il Regno Unito e l’Ue, che consenta di evitare in altro modo il risorgere di un confine fisico tra l’Irlanda e l’Irlanda del Nord. In questo scenario, è stato concordato di creare un territorio doganale unico tra Regno Unito e Ue, e l’Irlanda del Nord resterebbe in questo medesimo territorio doganale. In più, ha aggiunto Barnier, l’Irlanda del Nord “rimarrebbe allineata alle regole che sono essenziali per evitare un confine fisico: questo riguarda i prodotti agricoli come altri prodotti”. Il Regno Unito “applicherà il codice doganale dell’Ue nell’Irlanda del Nord e permetterà alle imprese nordirlandesi di portare merci nel mercato unico senza restrizioni, cosa essenziale per evitare un confine fisico”. “Il testo del protocollo – ha aggiunto Barnier – chiarisce anche che l’economia nordirlandese manterrà un accesso inalterato al mercato del resto del Regno Unito. Su richiesta del Regno Unito, l’Irlanda del Nord applicherà tutte le regole del mercato unico per l’elettricità. Questo è nell’interesse dell’economia dell’Irlanda e dell’Irlanda del Nord”.

Commenti

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  • Porsenna 16 novembre 2018

    ITALEXIT il prima possibile usciamo dalla PanCrucchia(UE)

  • marcello de filippis 16 novembre 2018

    usciamo da questa gabbia mortale

  • 16 novembre 2018

    Beati gli inglesi che hanno capito , ritroveranno serenità rafforzeranno la loro sovranità . Chi sa se un giorno torneremo anche come popolo Italiano ad essere LIBERI di decidere .

  • Laura Prosperini 16 novembre 2018

    quando riuscire anche noi a capire che l’UE vuol dire niente democrazia!!!
    le due cosa sono incompatibili!!!
    o vuoi la ue e non avrai la democraazia oppure se ritieni la democrazia fulcro della Civiltà allora devi, ripeto devi uscire dalla UE!!!
    Stiamo perdendo troppo tempo (prezioso) dobbiamo uscire in fretta, leccarci le ferite e ripartire alla grandissima mentre gli usurai magari sono ancora impegnati a mettere le toppe alle tante falle di questo progetto egemone della nuova PanGermania.
    Usciamo in fretta.

  • Angela. 16 novembre 2018

    Beati gli inglesi che hanno potuto scegliere democraticamente di non rimanere in questa brutta UE e intelligentemente hanno scelto di uscirne, purtroppo per noi non succederà mai perché in Italia ,la tanto proclamata democrazia in realtà non esiste…Popolo Sovrano?ma quando?ma dove? Fateci votare per la Italexit!!!

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