Massimo Pedroni porta la poesia alla Camera. Rampelli: “Finalmente…”

martedì 13 novembre 14:57 - di Antonio Pannullo

Massimo Pedroni ce l’ha fatta: è riuscito a portare il suo nuovo libro di poesie Viola alla Camera dei deputati, nella prestigiosa aula Aldo Moro. Non è certo consuetudine delle aule dei Palazzi del potere accogliere argomenti considerati – a torto – “leggeri”, ma il vice presidente della Camera Fabio Rampelli ha raccolto la sfida. E l’ha vinta. In un’aula gremita, si è parlato di poesia, di arte, di cultura, tutte cose che un po’ esulano dai consueti, paludati, dibattiti parlamentari. E Fabio Rampelli, che ha fatto gli onori di casa, ha assistito con interesse a tutto il dibattito, intervenendo anche, oltre che nell’introduzione, anche nelle conclusioni. Con l’autore Massimo Pedroni, al suo esordio nella poesia ma non nella letteratura, hanno conversato la giornalista Laura De Luca, l’autore radiotelevisivo Vittorio Castelnuovo, l’editore di Viola Franco Irawan Esposito-Soekardi. Nel corso della serata sono anche state lette alcune poesie di Viola. I convegnisti hanno posto domande all’autore, il quale ha spiegato la sua concezione di poesia e di arte, e di come si fosse avvicinato ai versi. Massimo Pedroni viene dal teatro: è stato attore, autore, regista, e poi scrittore, ma non si era mai avvicinato alla poesia. Il bivio, il punto di svolta, probabilmente fu la malattia di Massimo, la quale lo costrinse, in capo a pochi mesi o settimane, a guardare il mondo da una prospettiva completamente diversa: “Sì, ero diventato molto più attento – dice Pedroni -. Anche alle sfumature dell’esistenza. E così, questo incremento di materiale emotivo mi portò a inciampare nella poesia”, definita da Pedroni come un’inspiegabile quanto efficace liturgia di pacificazione con il mondo. Così la poesia nasce, quasi sempre – ha notato acutamente Laura De Luca, da un dolore, attraverso il quale si sciolgono i nodi emotivi e si riesce a raggiungere l’arte. Così, tra domande e risposte, le aule della Camera dei deputati hanno risuonato di concetti altissimi, di domande cruciali, di argomenti fondamentali. Fabio Rampelli ha ricordato l’antica amicizia con Massimo Pedroni, negli anni della militanza e dell’impegno, ricordando la strada che Massimo già da allora aveva intrapreso. Una strada diversa, orginale rispetto agli altri giovani della sua generazione: quella del teatro e dell’arte vissuta. “Tutto è poesia, ha concluso poi il vicepresidente della Camera – perché la poesia in realtà è ovunque. In politica? Certo, può anche essere nella politica, perché no?”. Quello che è certo, per chi l’ha letto, è che le poesie contenute in Viola sono altrettante staffilate per chi le legge, altrettanti specchi che ci mettomo di fronte a noi stessi e che – come sottolinea la De Luca – per questo spesso ci imbarazzano. Ma ci costringono a fare i conti non solo con noi stessi,  quanto con questa società in evoluzione. Società che non sempre ci piace e che non sempre troviamo confacente ai nostri sogni e neanche alle nostre aspettative. Per dirla con Massimo Pedroni: “Se ne esce brilli. Sbronzi. Ubriachi. La testa gira. Inciampando si cade a terra in ginocchio. Sprofondando nella notte di ogni giorno. Anniversari da festeggia compresi. Se ce ne sono”.

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