Marrazzo, condannati i 4 carabinieri che lo sorpresero con il transessuale

mercoledì 28 novembre 13:42 - di Paolo Lami
Piero Marrazzo

Arrivano condanne pesantissime per i quattro carabinieri accusati di un presunto ricatto per aver che filmato l’ex-presidente della Regione Lazio e giornalista Rai, Piero Marrazzo, sorpreso nel corso di un festino a base di sesso e droga con un transessuale nel luglio del 2009.

Il Tribunale di Roma ha condannato, in particolare, a 10 anni di carcereNicola Testini e Carlo Tagliente, a 6 anni e mezzo Luciano Simeone e a 3 anni Antonio Tamburrino, quasi 30 anni di carcere in totale.

I quattro militari dell’Arma erano accusati a vario titolo, di concussione, rapina, violazione della legge sugli stupefacenti e ricettazione.
I giudici della IX sezione di piazzale Clodio hanno sostanzialmente accolto la tesi del pm Edoardo  De Santis, condannando inoltre Testini e Tagliente a una multa di 50mila euro a testa. La vicenda risale al luglio del 2009 quando i carabinieri della compagnia Trionfale, dopo aver ricevuto una “soffiata” da un informatore, fecero un blitz nell’abitazione della trans Jose Alexandre Vidal Silva, nota come Natali, in via Gradoli 96, dove trovarono il trans in compagnia di Marrazzo e iniziarono a girare un video che successivamente sarebbe stato usato a scopo di ricatto.
I militari dell’Arma dal canto loro si erano difesi dicendo che il video era stato girato soltanto per documentare l’operazione.
Tagliente seppe da un suo informatore, il pusher e pappone dei trans, Gianguerino Cafasso – poi morto in una camera dell’hotel Romulus, sulla Salaria, il 12 settembre del 2009 dopo aver sniffato una dose letale di eroina bianca purissima, tagliata con cocaina mentre era in compagnia di un viado brasilian, Jennifer, al secolo Adriano Da Motta – che si stava svolgendo un festino a base di droga in via Gradoli 96, un comprensorio di due palazzine abitato quasi interamente da transessuali e dove si trovava anche il covo delle Brigate Rosse.

In particolare, Testini, Simeone e Tagliente sono stati assolti dall’accusa di associazione per delinquere con la formula “perché il fatto non sussiste”, ma sono stati ritenuti colpevoli dai giudici di concorso in concussione ai danni di Marrazzo, per essersi fatti consegnare tre assegni per una cifra totale di 20mila euro, e per rapina perché si erano impossessati di 5mila euro trovati nell’appartamento, soldi che erano di Marrazzo e del trans Natali.

I tre sono stati condannati anche per una rapina avvenuta sempre nel luglio 2009 ai danni di un altro trans, a cui presero un cellulare, un orologio e un Ipod mentre Testini e Tagliente hanno ricevuto una condanna anche per una violazione della legge sugli stupefacenti perché, in un’occasione, avrebbero fatto collocare della cocaina nell’ auto di una persona.

In merito ai fatti su Marrazzo, Tamburrino è stato condannato solo per il reato di ricettazione in merito al video girato con il cellulare.

Testini, Simeone, Tagliente, insieme con il ministero dell’Interno, dovranno inoltre risarcire in separata sede i danni a Marrazzo e al trans Natali, la cui posizione oggi è stata dichiarata prescritta in merito a due casi di spaccio di droga.
I tre militari sono stati dichiarati interdetti in perpetuo dai pubblici uffici e in stato di interdizione legale per la durata della pena. Tutti e quattro i militari infine dovranno risarcire i danni al ministero dell’Interno e a quello della Difesa.

«Sono profondamente delusa perche mi aspettavo una maggiore attenzione per i reati che si sono ipotizzati», dice l’avvocato Marina Lo Faro, legale dei carabinieri Nicola Testini e Carlo Tagliente assieme ai penalisti Valerio Spigarelli e Ambra Giovene.
L’avvocato Lo Faro sottolinea anche come Piero Marrazzo sia stato preservato da qualsiasi aspetto al punto che non è stato neanche imputato di corruzione pur se nel video in cui viene ripreso dai carabinieri durante l’irruzione si vede l’ex-governatore della Regione Lazio dire ai militari: «se mi lasciate andare ve ne sarò grato».

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