Lollobrigida: «I dati sulla produzione industriale nuova battuta d’arresto»

lunedì 12 novembre 19:55 - di Redazione

Oggi è stato il giorno delle audizioni di peso nelle commissioni parlamentari che stanno per esaminare la legge di bilancio del governo Conte. Alla vigilia della risposta alla Ue dell’esecutivo, prevista per domani, in giornata sono stati auditi Istat, Abi, Ance, Confindustria, Corte dei Conti e Upb. Sotto la lente d’ingrandimento sono finiti i principali aspetti qualificanti della finanziaria: da quota 100 alla flat tax, dal reddito di cittadinanza alle misure per le banche e per l’edilizia. E le perplessità espresse da tutte le categorie non sono state poche. “Nelle valutazioni più recenti dell’Upb, che incorporano la manovra al suo valore facciale” il deficit “si posizionerebbe nel 2019 al 2,6% del Pil” ha detto il presidente dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio Giuseppe Pisauro, aggiungendo che “le divergenze rispetto alla stima della Nadef e a quella recentemente diffusa dalla Commissione europea sono imputabili alla diversa previsione sulla crescita economica e all’impatto dell’aumento dello spread sulla spesa per interessi”. “Nel complesso i provvedimenti” sulla tassazione delle imprese “generano una riduzione del debito di imposta Ires per il 7% delle imprese, mentre per più di un terzo tale debito risulta in aumento.

L’aggravio medio di imposta è pari al 2,1%: l’introduzione della mini-Ires (-1,7%) non compensa gli effetti dell’abrogazione dell’Ace (+2,3%) e della mancata proroga del maxi-ammortamento (+1,5%)”, è stato il calcolo fornito dall’Istat in audizione sulla manovra. L’aggravio è maggiore tra le imprese fino a 10 dipendenti. “Vorrei evidenziare come i benefici sull’occupazione derivanti dalla revisione delle regole pensionistiche siano tutt’altro che automatici, per ragioni legate alla specializzazione – e, quindi, alla non agevole sostituibilità – delle figure in uscita e, di nuovo, al peggioramento del clima di fiducia”, è stato invece il commento su Quota 100 del presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, che ha aggiunto: “Non siamo riusciti a trovare un’analisi che sostanzi l’ipotesi di una sostituzione 1 a 1 tra giovani e persone più avanti in età”. Dopo le audizioni di oggi sono state diverse le critiche al governo da parte della politica.

Duro in particolare il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida: “I dati sulla produzione industriale segnano una nuova battuta di arresto, che va a sommarsi a quelle già registrate sul Pil e sui consumi. In più, con le stime di crescita degli Stati Ue riviste al ribasso, è ancora più allarmante quanto emerso oggi dalle audizioni di Istat, Abi, Confindustria, Corte dei Conti e Upb su reddito di cittadinanza, quota 100 e flat tax. Dati che confermano quel che Fratelli d’Italia dice da tempo: la manovra finanziaria va completamente riscritta. Serve un vero taglio delle tasse per imprese e famiglie, un vero piano per creare occupazione e veri investimenti per le infrastrutture strategiche e la messa in sicurezza di tutto il territorio nazionale. Queste saranno alcune delle proposte di modifica che Fdi presenterà alla legge di bilancio sulle quali auspichiamo massima convergenza”, ha concluso Lollobrigida.

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