La sfida ucraina alla Russia: adesso tocca agli Usa stoppare Kiev

martedì 27 novembre 16:01 - di Gioacchino Rossello

L’escalation tra Russia e Ucraina non promette nulla di buono. Perchè nessuno può permettersi di giocare impunemente alla guerra nel giardino di casa di Putin. Che non è esattamente uno che subisce in silenzio. Ed una pesante reazione russa non è davvero augurabile, soprattutto in questo frangente e per questa sbrindellata Unione europea. La provocazione ucraina contro Putin è comunque stata scoperta e non ha avuto effetti. Per disgrazia di Poroshenko e degli americani che lo tengono in sella. I quali gli hanno dato corda perchè temono possa essere sconfitto alle prossime elezioni da un candidato meno “malleabile”. Il presidente ucraino, però, non pare aver capito la lezione. Anzi. Sempre alla ricerca del pretesto elettorale, ha raddoppiato il bluff: ha imposto al parlamento la promulgazione della legge marziale su tutto il territorio. Mettendo così in fibrillazione tutta l’area poichè è pacifico che i russi abbiano letto nell’imposizione della legge marziale in Ucraina una minaccia per il sud-est del Paese (il Donbass russo appunto) col rischio di causare una escalation del conflitto. Ora tocca, quindi, agli americani. Tocca a loro stoppare i venti di guerra nell’Europa dell’est riducendo a più miti consigli l’alleato ucraino. La furbata nello stretto di Kerch invece di dare i risultati sperati ha reso palese l’inghippo. Anche perchè i russi, dopo lo speronamento ripreso da telecamere e telefonini, hanno addirittura trovato a bordo di quelle navi due agenti dei servizi segreti di Kiev che stavano proprio dirigendo le operazioni di deliberato sconfinamento. Insomma era tutto organizzato per  provocare la reazione di Mosca. Che c’è stata ma, contenuta. Architettata per dare agli Usa un argomento da spendere all’Onu consentendo a Poroshenko di vincere le elezioni o, almeno, di poterle rinviare sine die. Ecco perchè dev’essere ora l’amministrazione americana a disinnescare questo guaio. Prima che diventi grosso.

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