La Boldrini scandalizzata: «7 candidati dem e neanche una donna?». E striglia il Pd…

sabato 24 novembre 15:20 - di Ginevra Sorrentino

La Boldrini torna alla carica: e na ha una per tutti. E nel passare con estrema disinvoltura, e come se ci fosse tra i diversi aspetti della medesima questione una inquietante linea di continuità, dalla violenza sulle donne – che, quando va bene e riescono a sopravvivere alla sopraffazione maschile, si ritrovano discriminate sul luogo di lavoro – dal un lato organizza richiami all’ordine e mozioni per impegnare l’esecutivo in carica a richiamarsi al lavoro fatto nella scorsa legislatura a tutela dell’universo femminile, vittima in troppi casi di abusi e violenze, dall’altro torna a proporre, all’interno del Pd, l’annosa questione delle quote rosa.

La Boldrini torna alla carica…

E così, quasi intersecando i due percorsi – con annesse e connesse recriminazioni – mentre presenta con Lucia Annibali una mozione per combattere e prevenire la violenza sulle donne – come se la battaglia sociale e giuridica fosse appannaggio solo del passato esecutivo e come se l’attuale governo in carica andasse sensibilizzato al problema, cosa che ci sentiamo di escludere – la Boldrini entra in campo, a gamba tesa e lancia in resta, proponendo per le elezioni europee in calendario in primavera, un cartello unico delle forze di sinistra (con relative rappresentanze femminili annesse?). «Non possiamo disinteressarci del Pd che è la principale forza del centrosinistra e speriamo dal congresso esca una linea di discontinuità», torna a ribadire un’agguerrita Laura Boldrini dopo aver abbandonato la nave in avaria di Liberi e Uguali. «Ci sono chiare differenze politiche tra i candidati e non è un caso che abbiamo invitato qui Nicola Zingaretti», ha allusivamente ribadito la ex presidentessa della Camera all’assemblea di Futura a Roma. «Ma mi chiedo perché – aggiunge poi – su 7 candidati non c’è una donna? Questo è un problema serio per un partito».

Striglia il governo e pure il Pd…

E lei, notoriamente sensibile al tema, e che tra i provvedimenti attuati una volta insediatasi a Montecitorio, ha pensato bene di tradurre cavalieri e bigliettini da visita declinandoli tutti al femminile, non può fare a meno di chiedersi perché il maggior partito della sinistra non sia in grado di farsi rappresentare dalle donne. E a domanda, si risponde pure con un’altra domanda, retorica: «Se la sinistra non sa farsi rappresentare dalle donne c’è un retropensiero… E invece la realtà nel nostro Paese ci dicono che sono le donne che si stanno organizzando». E allora? Allora «la proposta è quella di costruire una lista senza simboli di partito, composta da personalità autorevoli», donne comprese naturalmente. E la Boldrini, neanche a dirlo, ha già pronto anche lo slogan: «Cambiare l’Europa per salvare l’Europa». Perché il retropensiero della Boldrini è sempre che c’è comunque qualcuno o qualcosa da salvare…

 

 

 

Commenti

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  • Giuseppe Tolu 24 novembre 2018

    Non sono contro le donne, anzi, ma se son tutte come te … Per carità!

  • 24 novembre 2018

    Ma va nel Congo per piacere!!!

  • Francone 24 novembre 2018

    Primo : il pd proprio non la vuole perche’ si porterebbe in casa una macumba certificata da lei stessa .
    Secondo : sempre lei stessa si e’ autoesclusa dato che “autorevola” non lo e’ proprio e cio’ lo
    hanno certificato gli Italiani .

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