Kasia Smutniak, ex di Pietro Taricone, attacca Salvini: «Vuole un’Italia razzista»

sabato 10 novembre 14:26 - di Robert Perdicchi

È bastata un’intervista a scatenare il “caos” tra Matteo Salvini e Kasia Smutniak. Qualche giorno fa l’attrice polacca ha rilasciato un’intervista al settimanale ‘Grazia’, nella quale, oltre a raccontare della sua carriera e di sua figlia Sophie – nata dalla relazione con Pietro Taricone – ha parlato anche dell’Italia, definendola un paese nel quale “non c’è odio razziale”.

«Ho vissuto in tanti Paesi, mi considero un po’ zingara – ha detto l’attrice – ma di un fatto sono certa: in Italia non c’è odio razziale, anche se qualcuno vorrebbe convincerci del contrario. I problemi semmai sono altri. Qui sono stata accolta a braccia aperte quando la Polonia non faceva ancora parte dell’Unione europea e io, per rinnovare il permesso di soggiorno, dovevo mettermi in fila alle cinque del mattino».

Parole che sono state subito rilanciate sui social dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Fa piacere vedere che anche nel mondo del cinema c’è chi usa il buonsenso», ha commentato il vicepremier.
Immediata la replica, sempre via social, di Smutniak, che per evitare fraintendimenti ha voluto sottolineare il suo pensiero in un post su Instagram: «Ah beh, qua tocca precisare – ha rimarcato l’attrice -. Nonostante i miei 20 anni in Italia evidentemente ancora non mi si capisce. Nella mia recente intervista su Grazia intendevo dire: non credo che l’odio razziale faccia parte del dna di questo Paese, non definirei Italia un Paese razzista».

«Questo è quello che ci vuole far credere qualcuno – ha aggiunto Smutniak, accompagnando il post con gli hashtag #helpkasia, #sisalvinichipuò e #italiansknowitbetter – che per pura propaganda politica, lavorando sull’intolleranza, la non accettazione, la chiusura, ci sta convincendo del contrario, ci sta portando all’idea che questo sia davvero diventato un Paese razzista».

Commenti

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  • Gemelli .luciana 12 novembre 2018

    Ringrazia noi se sei nell nostro paese e all nostro iato Taricone percio non fare la vittima.

  • Angela 11 novembre 2018

    Questa attrice ha detto di aver vissuto in tanti Paesi nel mondo,ma chissà perché quando è sbarcata qui in Italia …poi non se ne è andata più, evidentemente è stata ben accolta ,quindi farebbe bene a non sproloquiare su razzismo e altre amenità,facesse l’attrice e lasciasse la politica a chi è in grado di farla.Viva Salvini che ha a cuore il benessere degli italiani (sia nativi che acquisiti).

  • enrico 11 novembre 2018

    certo che in fatto di dementi in italia e la culla

  • Massimilianodi SaintJust 10 novembre 2018

    Kasia ma anche tu appartieni alla nostra stirpe indoeuropea, discendente dai nostri antenati caucasici e iranici, che problema hai! Le nostre paure sono per la contaminazione razziale che può portare decadenza alla nostra stirpe creatrice e tutte le maggiori scoperte scientifiche e ideologiche lo provano.

  • Gian Amedeo 10 novembre 2018

    Cara (ma non tanto) Smutniak, da buona artista foraggiata dall’agiata élite sinistrorsa che finanzia ciò che riguarda l’arte ed il melodramma e porta in mare barche e barconi, sbandiera, come brava cagnolina da difesa, la lotta dei falsi buonismo e pacifismo, ritenuti valori di sostentamento per tutti questi grandi (grandi???) artisti e faccette televisivi.
    Ad ogni modo, vorrei solo ricordare alla signora Smutniak, che l’arte non ha colore politico ed essendo lei parte attiva di essa in quanto attrice, dovrebbe essere ricordata per la sua professione, lasciando da parte queste esternazioni spiacevoli che non portano altro che a ledere la sua immagine con relativa fama.
    Meglio farebbe lei e tanti altri a non esternare, tramite social, pensieri su argomenti molto importanti come il RAZZISMO così tanto di moda di questi tempi e lasciarlo alla memoria di chi ha vissuto sulla propria pelle quel nefasto periodo, anche se gran parte di queste persone non sono più tra noi ed altri erano troppo piccoli per conoscerlo sino in fondo, quindi…
    A questo punto, sarebbe lecito chiederle: ma lei sa cosa è il razzismo? Lo ha vissuto in prima persona? Cioè è nata nell’epoca del razzismo? Credo proprio di no, quindi si limiti a vendere arte se lo sa fare. L’Italia non è “razzista” ma molto, molto “buonista”. Prova ne è la discesa di oggi in campo fatta da associazioni pro immigrazione ed accoglienza.
    Quindi, cari pseudo italiani buonisti, tacete, perché l’Italia di oggi, purtroppo, accoglie tanti e respinge pochi, non è la Francia o la Germania, che predicano bene e razzolano male…

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