Foibe, il sottile boicottaggio del film Red Land. Gli esuli: lo trasmetta la Rai

lunedì 26 novembre 14:35 - di Redazione

A Torino un solo cinema ha in programmazione il film Red Land-Rosso Istria, che racconta il dramma delle foibe e la storia di Norma Cossetto. Anche a Milano un solo cinema. A Genova nessuno, a Perugia nessuno, in Emilia Romagna è possibile vederlo solo in una multisala di Cesena, in Campania per vederlo bisogna andare ad Avellino. A Cagliari non c’è. Nulla in Sicilia. Possibile sia solo un problema di distribuzione? No, non è possibile.

E tra l’altro nei cinema dove il film viene proiettato il pienone è assicurato. Tanto che nei due cinema di Roma che ospitano la pellicola le proiezioni sono state prolungate. C’è dunque un problema culturale, di rimozione, di sottile boicottaggio, che accompagna ancora oggi il tema-tabù delle foibe. “In Italia – ha scritto Fausto Biloslavo – ci sono circa 4500 schermi, ma il film sulla tragedia delle foibe, dopo 70 anni, ha trovato spazio nella prima settimana appena in 30 sale e nella seconda in altre 40.”

Come continuare allora un’opera di condivisione che agevola le verità storica e rende doveroso omaggio a vittime scandalosamente dimenticate? L’Unione degli Istriani, attraverso la sua pagina Facebook, lancia un proposta contando sulla diffusione via social: “Ci sono molte preoccupazioni rispetto alla corretta diffusione del film Red Land-Rosso Istria nelle sale cinematografiche italiane. L’Unione degli Istriani sta valutando l’opportunità di chiedere a Palazzo Chigi-Presidenza del consiglio dei ministri, anche attraverso il sostegno dei Presidenti della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga e della Regione Veneto Luca Zaia di farsi direttamente carico della questione, affinché la pellicola venga proiettata in prima serata sulla Rai, in uno dei giorni della settimana precedente il Giorno del Ricordo dell’Esodo e delle vittime delle Foibe. Solo in questo modo, e con una adeguata campagna pubblicitaria su tutti i canali della Rai, tutte le famiglie italiane – anche quelle che per ragioni economiche o di altra natura non potrebbero permettersi di andare al cinema – avrebbero la possibilità di vedere questo film. Dateci una mano in questo senso, se condividete l’iniziativa. Contiamo su di voi!”. Sarebbe auspicabile che la Rai celebri degnamente il Giorno del Ricordo trasmettendo il film, che tra l’altro ha co-prodotto. Comunque vada a finire, il modo in cui un film di ottima fattura come Red Land-Rosso Istria è stato accolto e “silenziato” dimostra ancora una volta come verso gli esuli istriani e giuliano-dalmati permanga un senso di fastidio e di indifferenza che impedisce alla comunità nazionale di farsi carico pienamente del loro dramma.

Commenti

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  • Edoardo Bernkopf 22 dicembre 2018

    Lunedì scorso sono riuscito ad acquistare gli ultimi biglietti al botteghino del piccolo cinema Astra di Parma (unica proiezione in piccola sala comunale: i grandi multisala, come pressochè in tutta Italia ne hanno rifiutato la proiezione, non certo per motivi commerciali). In una sala da “tutto esaurito”, ho potuto vedere il film ”Rosso Istria” sul dramma dei massacri perpetrati dai partigiani comunisti ai danni della popolazione italiana di Istria, Fiume e Dalmazia all’indomani dell’8 settembre: il film è incentrato sul martirio di Norma Cossetto, giovane studentessa italiana gettata viva in una foiba dopo aver subito uno stupro di gruppo da parte di partigiani slavi.
    Più che la patetica dimostrazione di un gruppo, peraltro sparuto, di protestatari di una “officina popolare” , che sul giornale locale si è espressa “contro l’ennesima rivisitazione di una pagina di storia reinterpretato in modo falso e tendenzioso” (quando mai in settant’anni di “assordante silenzio” un film aveva “visitato e interpretato” il dramma di quella povera ragazza, alla quale Presidente Azeglio Ciampi , famigerato fascista, ha conferito la medaglia d’oro alla memoria), stona l’appoggio che alla dimostrazione ha dato l’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia: evidentemente la recentissima Giornata contro la violenza sulle donne non vale se certe efferatezze sono compiute da partigiani comunisti

  • angelo manera 26 novembre 2018

    questo film va fatto vedere e pubblicizzato perche’ dimostra che i veri criminali del secondo conflitto mondiale sono stati i traditori partigiani rossi

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