È troppo spogliata per una tomba: e il fratello di Hina strappa la foto dalla lapide

domenica 18 novembre 12:52 - di Lara Rastellino

«È troppo spogliata per stare su una tomba», forse anche troppo sorridente: non c’è pace per Hina uccisa perché voleva vivere felicemente secondo dettami e stimoli della società in cui era stata trapiantata e di cui condivideva principi e morale, a dispetto dei rigidi e oscurantisti precetti coranici che le venivano imposti dalla famiglia. Non c’è pace per  Hina Saleem, la ventenne di origini pakistane giustiziata dalla famiglia – con la complicità della stessa madre che ha giustificato, prima, approvato poi, l’omicidio della figlia – processata per quel suo “voler vivere all’occidentale”, e condannata a morte per aver provato a farlo: innamorandosi di un ragazzo italiano, vestendosi non alla musulmana, in una parola emancipandosi, per quanto possibile, da regole e obblighi in contrasto con il contesto in cui viveva e a cui si declinava semplicemente, senza malizia, senza ostentazione. oggi per quell’efferato delitto il padre omicida deve scontare 30 anni di carcere, mentre i due cognati della ragazza che l’hanno aiutato ad accoltellarla, 17. Solo 2 anni, infine, per lo zio complice.

Non c’è pace per Hina

Non c’è pace per Hina, neanche dopo la morte avvenuta a seguito di un agguato infingardo e di una brutale aggressione fisica che non le ha dato scampo: il fratello, diventato nel frattempo, dopo l’arresto del padre, capofamiglia, ha deciso di togliere la foto dalla lapide che contrassegna la tomba della giovanissima vittima di un cultura oscurantista che arriva ad imporsi con la violenza, e fino alla sopraffazione letale, su donne e bambine. Non c’è pace per Hina uccisa dal padre insieme ad alcuni parenti perché “troppo occidentale” dopo un processo sommario che l’ha condannata senza possibilità d’appello. Non può riposare in pace, Hina: quella lapide, quella foto che la ritrae sorridente e in canottiera rosa, offende il fratello e l’onorabilità della famiglia di  origine pakistana, e così via, con un colpo di cacciavite: e la foto presente sulla lapide viene rimossa, forse sintomo di un desiderio di rimozione dell’esempio di Hina che ha pagato con la sua giovane vita, la ribellione a una cultura dai richiami ancestrali. Non un gesto vandalico, ma la presa di posizione del fratello maggiore di Hina, Suleman, che ha preso le redini della famiglia dopo l’arresto del padre per omicidio nel 2006. 

Il fratello strappa la foto dalla lapide

Questioni di decoro, ha dichiarato Suleman Saleem nel tentativo di spiegare l’ennesimo gesto ostile nei confronti della povera Hina. la sorella, per lui, era troppo spogliata, indossava una canottiera rosa, non è rispettoso apparire così su una tomba” e così, via, come se bastasse un gesto a cancellare quello che Hiona era e voleva. Quello per cui è orribilmente stata uccisa: vivere e vestire come le sue coetanee, integrandosi a dispetto di oscurantismo di religione e leggi lontane. precetti rigidi e lontani dalla sensibilità che era maturata nella ragazza che con la famiglia viveva a Gardone dove, comunità musulmane praticanti e scrupolosamente osservanti come la famiglia della vittima, non vedevano di buon occhio quel volersi adeguare di Hina al mondo in cui era stata trapiantata e a cui aveva scelto di declinarsi integrandosi. Un conflitto irredimibile che si è estinto solo con il sacrificio della giovane, accoltellata a morte dal padre, con l’aiuto di due generi e di un cognato. Il corpo senza vita di Hina, poi sepolto in giardino con la testa rivolta alla Mecca, sarebbe stato trovato dopo la sua sparizione e destinato – dopo gli esami autoptici del caso giudioziario nel frattempo esploso – a un cimitero. Dove, oggi, evidentemente, ancora non può riposare in pace…

 

Commenti

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  • Antonio Bonifacio 19 novembre 2018

    “non c’è pace per Hina uccisa perché voleva vivere felicemente secondo dettami e stimoli della società in cui era stata trapiantata e di cui condivideva principi e morale, a dispetto dei rigidi e oscurantisti precetti coranici che le venivano imposti dalla famiglia.”
    Prescindendo dall’Islam il redattore vede questa società fondata su così solidi principi e condivisa morale? Beata lei!
    Vede in giro tutta questa felicità diffusa? Mi vine da ripetere: beata Lei, perchè a m la bottiglia non sembra mezza vuota ma pressoché vuota.
    Eppoi basta con questo luogo comune molto manicheo del medioevo come solo oscurantista. Il medioevo ci ha dato dei sommi che almemo fino a pocio tempo fa si studiavano con deferenza a scuola

  • Fab Pittana 18 novembre 2018

    ….quando penso a tutte le delicatezze che abbiamo per questi medioevali …..mentre loro ci mingono sul muso….mi vien da ridere…..!…piu ‘ masochisti di cosi’…..!

  • Claudia 18 novembre 2018

    Questa è la gente che dovrebbe integrarsi e invece comanda in casa d’altri. Strano che la signora Boldrini, sempre pronta a difendere le donne , qui mantenga un silenzio assordante, come sempre in questi casi.

  • Giuseppe Tolu 18 novembre 2018

    Un’altro imbecille integrato

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