Donazioni ai partiti, il tetto dei 500 euro riaccende lo scontro M5S-Lega

giovedì 8 novembre 15:40 - di Sara Gentile

Si apre un nuovo fronte di scontro M5S-Lega sempre sul terreno dell’anticorruzione. Stavolta al centro della disputa la norma che impone l’obbligo di trasparenza solo per i contributi superiori a 500 euro e che in molti descrivono come un assist per Casaleggio: l’associazione Rousseau incassa per la stragrande maggioranza donazioni inferiori a 500 euro. L’accusa di aver fissato questo tetto per preservare la segretezza dei contributi incassati da Rousseau e dal M5S più in generale proprio non va giù ai 5 Stelle. I vertici del Movimento sostengono che fu il sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti, una delle figure di governo più invise ai grillini, a chiedere che l’asticella della trasparenza fosse fissata a 500 euro, «perché ai loro banchetti – dice una fonte di governo 5S – le persone portavano le donazioni cedendo interi salvadanai. Noi siamo a favore della rendicontazione anche di un solo euro e lo siamo tuttora».

Dalla Lega la palla viene rinviata all’altra metà campo. «Abbiamo presentato emendamenti per sopprimere quegli articoli – viene spiegato – quindi è chiaro che non siamo stati noi. I 500 euro, già presenti nel testo base, sono riconducibili al testo scritto dal ministero della Giustizia che ha proposto il provvedimento». Tradotto: «Giorgetti non c’entra niente, basta coinvolgerlo in queste dispute».

Superato lo scoglio della prescrizione, i toni in commissione sembrano tuttavia rasserenarsi. Igor Iezzi, capogruppo della Lega in Affari costituzionali e autore dell’emendamento che, inizialmente, chiedeva di sopprimere per intero le norme per la trasparenza del finanziamento ai partiti e alle fondazioni, spiega che, oltre a proposte di misure per “sbianchettare” per intero l’articolo in questione, si è fatto promotore anche di proposte per alzare l’asticella della trasparenza sopra i 500 euro, «ad esempio a 3.000 – dice – che mi sembra una soglia ragionevole». «Se uno mi da 500mila euro – ragiona – allora mi sobbarco anche un po’ di burocrazia, ma se me la devo sobbarcare per i 600 euro della “sciura” Ines allora gli dico di tenerseli… Comunque stiamo discutendo, al momento il clima mi sembra buono e c’è apertura per capire le istanze, dall’una e dall’altra parte». «Noi siamo per la trasparenza a tutto campo – dice Francesco Forciniti, del M5S, relatore del provvedimento sempre nella I commissione – ovvio che si rende necessario individuare una soglia ragionevole. La trattative vanno avanti, non solo su questo punto ma sull’impianto dell’intero provvedimento».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

  • Laura Prosperini 8 novembre 2018

    non vogliamo i partiti sovvenzionati da prebende di privati, lobby e loschi figuri
    che poi vogliono imporre leggi ad hoc per loro stessi…
    vogliamo che i partiti abbiano il diritto a sovvenzioni pubbliche in ragione delle % di voto ottenute
    al riparo da nefaste influenze di banche e usurai privati
    vediamo di svegliarci in questo
    si al finanziamento pubblico dei partiti

  • In evidenza

    contatore di accessi