Di Maio contestato nella sua Pomigliano. «Scappato da una porta sul retro» (video)

lunedì 19 novembre 13:27 - di Sveva Ferri

Non sono bastate le promesse e le strizzatine d’occhio ricordando che anche lui è di Pomigliano d’Arco. Luigi Di Maio, in visita istituzionale nella sua città, è stato duramente contestato da studenti e disoccupati, tanto che stando ai racconti è stato costretto a uscire da un porta posteriore dell’Istituto tecnico Barsanti, dove si era recato per un incontro con i ragazzi.

«Cosa si aspettava Di Maio, che veniva qui nella sua città e prendeva gli applausi, dopo che partecipa a un governo fascista che fa leggi restrittive?», ha detto uno dei manifestanti, portando poi però motivazioni politiche e non ideologiche per spiegare perché, a loro avviso, «questo governo deve andare a casa». «Noi ci abbiamo parlato, ma gli abbiamo detto che le chiacchiere se le porte il vento, lui va avanti con le chiacchiere, ma di fatto concede ancora cassa integrazione alla Fiat, viene in una scuola che deporta 200 studenti alla Fca di Pomigliano con l’alternanza scuola lavoro, quando a Pomigliano ci sono 3500 operai in cassa integrazione. Di cosa stiamo parlando, ma che viene a fare qua?», ha quindi domandato il rappresentante dei manifestanti.

E sì che il vicepremier ce l’ha messa tutta per blandire la platea. «Chiamerò Fca alle sue responsabilità, è un’azienda che ha avuto tanto dall’Italia», ha detto Di Maio, incontrando alcuni lavoratori di Fca e Fincantieri e aggiungendo che «su Fca dobbiamo fare molto, c’è un piano industriale che si sta per presentare alle Rsu e per quanto mi riguarda resta un piano industriale credibile». «Nei prossimi giorni – ha aggiunto il vicepremier – ci sarà il proseguimento del tavolo sull’automotive e non è detto che non si faccia la prosecuzione di questo tavolo proprio qui a Pomigliano». «Sono di Pomigliano e conosco bene i problemi di chi dice “basta che ci sia un lavoro”. Ma la nostra ambizione è anche il lavoro di qualità, per questo stiamo rivedendo il programma scuola-lavoro», ha poi detto rispetto all’altro tema contestato. «L’alternanza va bene se consente di andare in azienda o in una struttura della pubblica amministrazione a imparare un lavoro di qualità, non a friggere patatine da McDonald’s», ha poi sottolineato ancora il ministro dello Sviluppo economico, spiegando che «non c’è nulla di male a lavorare in quel settore, ma l’alternanza scuola-lavoro si dà un obiettivo, quello di sviluppare le competenze».

La vicenda è stata commentata da Maurizio Gasparri che ha ricordato che gli esponenti del M5S «hanno protestato contro tutto e contro tutti. Insultano giornalisti, avversari politici e quant’altro. Ma ora sono costretti anche loro, gli alfieri dei grillini, a fuggire da una porta secondaria». «Apprendiamo che Di Maio è stato costretto a Pomigliano d’Arco a lasciare l’Istituto Tecnico Barsanti da un’uscita secondaria a bordo di una utilitaria, con il servizio di scorta, per evitare la contestazione nei suoi confronti di un centinaio di ragazzi. Hanno protestato tanto – ha concluso il senatore di Forza Italia – adesso si beccano le proteste. Come direbbe Virginia Raggi, “il vento sta cambiando e Di Maio sta scappando”».

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Commenti

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  • sergio la terza 20 novembre 2018

    POMIGLIANO,che lo conosce,ha contestato l’uomo ignorante dalle promesse facili con i soldi degli altri.-Più che contestarlo dovevano “MAZZIARLO”.-

  • alberto 20 novembre 2018

    Voglio ridere quando Salvini non farà più ricevere dagli inceneritori del nord i rifiuti che vengono dalla Campania! Allora vedrete come si “sgonfia” il disoccupato “giggino”! Conte lo seguirà! Fa bene Matteo a far loro ( 5 stelle ) esultare: dopo “tonfo” sarà più bello!

  • Giovanni 20 novembre 2018

    NON LO SAI di maio CHE LA RUOTA PRIMA O POI GIRA…..!!!!……

  • Mauro 20 novembre 2018

    Non vedo cosa ci sia di male nel cucinare patatine al Mc Donald’s; Mia figlia quasi trentenne specializzatasi propriuo a Napoli campa facendo la barman 1 sera la settimana a Napoli e facendi qualche altro lavoretto negli altri gg. Caro Di Maio ogni giorno che passa risulti sempre più essere un niente, uno zero assoluto che insulta addirittura coloro che cercano di sopravvivere senza delinquere. E poi se secondo te andare a scaldare poltrone nella pubblica amministrazione sia effettuare un lavoro di qualità beh abbiamo capito che andando avanti di questo passo arriveremo proprio peggio della Grecia. Ti avviso però quando il popolo si incazza coloro che hanno colpe la pagano amaramente.

  • Giuseppe 20 novembre 2018

    Mi dispiace dirlo ma x i profughi ci sono subito i soldi e x gli Italiani solo belle parole…..signor Di Maio la gente e i giovani hanno bisogno di Lavoro o essere assistiti subito e non aspettare Aprile …..si ricordi che chi ha perso casa o lavoro dorme in auto e nessuno li Aiuta…..le belle parole non fanno piu’ effetto

    • Gerardo 20 novembre 2018

      Caro Giuseppe, i soldi per i profughi li passa l’Europa, non il governo.

  • Ina Carofiglio 19 novembre 2018

    se non dovessero andare bene si puo’ cambiare il n.

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