Desirée, parla un’amica: “Anche un italiano voleva stuprarla. Poi l’africano pianificò la violenza”

giovedì 8 novembre 10:39 - di Redazione

Desirée piangeva, era senza soldi, cercava ospitalità e voleva comprare eroina. Queste le condizioni della ragazza il giorno prima degli abusi e della morte, avvenuta il 18 ottobre . A raccontare la sua versione è Antonella, una sudafricana di venti anni che frequentava lo stabile dove la ragazzina di Cisterna è morta. Antonella le diede 10 euro per la dose e poi Desirée le disse che aveva paura di tornare a casa perché le avevano rubato il tablet. Sempre secondo la testimonianza dell’amica la ragazzina avrebbe passato la notte tra il 17 e il 18 ottobre ospite di un “ragazzo italiano che non c’entra con il giro di via Lucani”. Eppure Desirée il giorno dopo telefona ad Antonella, della quale sembra fidarsi, e le dice che il ragazzo aveva tentato di usarle violenza. Quando le due si rivedono, secondo il racconto della ragazza sudafricana, nello stabile di via dei Lucani c’era un africano, uno “che si approfitta di tutte le ragazze che vanno lì, poiché chiede costantemente prestazioni sessuali”. Quando Antonella se ne va invita Desirée ad andare via con lei ma la ragazzina rifiuta. Eppure “la situazione che si stava creando era strana, nel senso che si stavano radunando troppi uomini nella stanza dove fumavano” e continuavano ad offrire droga a Desirée. Secondo Antonella è stato l’africano a pianificare lo stupro di gruppo. Lei stessa conferma che Desirée si poteva salvare: la chiama infatti una congolese, Muriel, dicendole che Desirée “sta stirando” e chiede cosa fare. Antonella le dice di chiamare l’ambulanza ma la donna non lo fa, perché le viene offerta droga e perché ha paura. Questo il contesto di degrado e indifferenza in cui si consumano le ultime drammatiche ore di vita di Desirée Mariottini.

Commenti

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  • sergio 9 novembre 2018

    Al di là della triste storia della ragazza, le istituzioni tutte hanno la responsabilità di tutto questo disastro!!I
    Come è possibile l’esistenza di una zona franca nei pressi del centro di Roma,abitata da delinquenti,spacciatori,clandestini, drogati…COME E’ POSSIBILE TUTTO QUESTO?

  • Giuseppe Maldarizzi 9 novembre 2018

    Uno schifo, infangare la memoria di una ragazzina ammazzata da questo schifo di sistema.
    C’è bisogno di condannare duramente a chi ha commesso il reato e creare leggi più dure per chi delinque

  • 8 novembre 2018

    Ora trovate il narcotrafficante Italiano e scoprite la VERA storia di Desiree!

  • 8 novembre 2018

    L’uso della droga e il numero uno problema di Italia, il vostro governo dovrebbe dichiarare guerra contro gli narcotrafficanti includendo quelli Italiani!!! Se non applicate la pena di morte per La vendita Di droga pesante avrete una generazione bruciata..

  • 8 novembre 2018

    Avevo ragione!!!

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