Da Schettino ai grillini. De Falco non vuole tornare a bordo: «No al condono di Ischia»

martedì 13 novembre 16:20 - di Monica Pucci

Dalla polemica con Schettino e quel “torni a bordo, cazzo!”, alla possibilità di scendere lui stesso dalla nave grillina che lo ha portato inParlamento. L’ipotesi sospensione? «Al momento non è stato avviato alcun procedimento da parte dei probiviri e comunque non c’è stata alcuna lesività nel mio agire», dice Gregorio De Falco, uno dei 5 senatori ‘dissidenti’ 5 Stelle che non hanno votato la fiducia al governo sul decreto sicurezza. Il capitano non ci sta e annuncia battaglia anche su un altro provvedimento del governo: quel decreto emergenze finito nel mirino del Partito democratico per la parte relativa al condono di Ischia. «Ho presentato un emendamento all’articolo 25 – dice De Falco all’Adnkronos – per sopprimere il comma secondo cui per la definizione delle procedure di condono trovano ‘esclusiva applicazione le disposizioni’ contenute nella legge 28 febbraio 1985 emanata durante il governo Craxi».

Proposte di modifica all’articolo 25 sono arrivate anche da parte di altre due senatrici ‘ribelli’: Paola Nugnes e Virginia La Mura. De Falco ha inoltre sottoscritto (insieme ai colleghi 5 Stelle De Bonis, Fattori, Ciampolillo, Trentecoste, Granato, Marilotti, Ricciardi, Angrisani, Romagnoli e l’ex grillino Martelli) anche un emendamento soppressivo del ‘famigerato’ articolo 41 sulla gestione dei fanghi di depurazione.

Tornando alle possibili sanzioni che saranno comminate dai vertici 5 Stelle (ma “non ci sono ancora novità”, assicura all’Adnkronos un membro dei probiviri), De Falco aggiunge: «Ribadisco che non ho alcuna contezza che sia stato effettivamente avviato un procedimento disciplinare. Anzi, manca qualunque contestazione formale. Come faccio a difendermi da un’accusa che non è stata formalizzata? Insisto sulla circostanza che io non ho commesso alcuna violazione, non ho procurato alcun danno al Movimento o al governo, non c’è alcuna lesività nel mio agire. Ritengo di aver rappresentato soltanto, lecitamente, che” il decreto sicurezza “è dannoso per la società e la civiltà giuridica che essa ha raggiunto».

Inoltre, rimarca l’ex capitano di fregata, “mi sembra lecito rifarsi, prima ancora che all’art. 67 della Costituzione, al comunicato n. 45 di Beppe Grillo del 2011” secondo cui “ogni eletto deve rispondere al programma e alla propria coscienza e ha la libertà di esprimersi liberamente in Parlamento, senza chiedere il permesso ad alcun capo bastone. Questo fa capire che io non sono in dissenso con il Movimento”.

Lo scenario – che starebbe prendendo quota nelle ultime ore – di una sospensione di uno o due mesi per i ‘dissidenti’ non turba la tranquillità di De Falco «Credo che sia una ipotesi irrealistica al momento». E a chi gli fa notare che, da sospeso, non sarebbe tenuto a tagliarsi lo stipendio nel periodo oggetto della sanzione, il senatore ribatte tranchant: «Sono solo illazioni sull’ipotesi, è roba non merita alcun rilievo. Qui al Senato c’è tanto lavoro da fare…».

Commenti

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  • Gran Turco 14 novembre 2018

    MA QUESTO SIGNOR DE FALCO CON QUALI E QUANTI VOTI E’ STATO ELETTO ??!!!

  • Paolo 14 novembre 2018

    Sono d’accordo con Caineo. Su tutta la linea !!!

  • Laura Prosperini 14 novembre 2018

    altro che movimenti, democrazia diretta piattaforma russel etc, etc,
    Ci vogliono Partiti, seri ed organizzati con regole chiare d’appartenenza noi cittadini vogliamo votare un Partito prima ancora che un candidato è enormemente più affidabile un Partito che non un faccione qualsiasi.
    La Politica ha urgente bisogno dei Partiti (veri) e di dignità anche Economica (finanziamenti Pubblici per evitare “sponsor” e prebende private).

  • Mauro 14 novembre 2018

    Credo che abbiano ragione i dissidenti: Ingiusto dare il condono ad Ischia, se quei fabbricati non fossero stati edificati non sarebbero crollati. Casomai rivediamo tutto il piano regolatore di Ischia e paesi limitrofi, ma coloro che avevano costruito abusivamente non devono avere sovvenzioni per ricostruire nello stesso ,luogo.

  • Sandy Caineo 14 novembre 2018

    Scaldare gli scranni di legno è un duro lavoro, specie fregare la povera gente ! I politici sono il cancro di questo paese e dovrebbero essere estirpati senza pietà.

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