Conferenza di pace, “toccata e fuga” di Haftar. Conte: siamo a un passo dall’accordo

martedì 13 novembre 12:50 - di Alessandra Danieli

Una lunga stretta di mano tra il generale libico Khalifa Haftar, il presidente del Consiglio presidenziale della Libia Fayez al-Sarraj, e il premier Giuseppe Conte ha suggellato l’incontro tra i tre leader a Villa Igiea, dove si tiene la Conferenza internazionale sulla Libia promossa dall’Italia. Nella foto, pubblicata sul sito ufficiale di Palazzo Chigi, si vedono i tre leader politici sorridenti con Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, e Sarraj che si danno la mano mentre Conte, al centro, tiene le mani dei due libici. Molto più di una foto opportunity. L’istantanea dimostra il rinnovato ruolo del governo italiano nella polveriera libica, come testimoniano, in chiave nazionale, gli strali di Matteo Renzi che tenta un risibile paragone tra la conferenza internazionale in Italia (38 delegazioni internazionali) e l’incontro parigino tra Merkel e Macron.

Conferenza di pace, toccata e fuga di Haftar

«Non parteciperemo alla conferenza neanche se durasse cento anni. Non ho nulla a fare con questo evento» ha detto però il generale libico Khalifa Haftar, parlando con i giornalisti al suo arrivo a Palermo lunedì sera ( la sua presenza a villia Igiea è stata in forse fino all’ultimo). «Tutta la mia partecipazione è con i ministri europei e dopo questi mei incontri con loro, alle 8 o alle nove, partirò immediatamente», ha annunciato dai microfoni della tv al-Hadath. Haftar ha sostenuto di avere altri impegni che rendono necessaria la presenza in Libia: «Siamo in stato di guerra  e il Paese ha bisogno di occuparsi dei suoi confini». A questo proposito, il generale (tra i principali sostenitori del  golpe contro Gheddafi nel 2011) ha chiamato in causa Tunisia, Algeria, Niger, Ciad, Sudan ed Egitto. «Devono almeno aiutarci a sorvegliare bene i confini in modo da non consentire l’immigrazione illegale – ha detto  – l’immigrazione illegale ci dà problemi con le milizie, al-Qaeda, l’Isis e tutti gli estremisti che arrivano dai confini». Non ho nulla a che fare con la Conferenza – ha insistito il generale libico che ha  voluto sottolineare il senso della sua parteficazione fugace, «mi hanno accolto, ma hanno approfittato della cosa. Io sono qui solo per incontrare il premier e dopo partirò immediatamente. Vedo tutti qui, ma non ho nulla a che fare con loro».

Conte: a un passo dall’intesa

Grande soddisfazione da parte dell’Italia per l’accordo definito da Conte «al di sopra delle aspettative del governo italiano». «È una intesa molto forte e vincolante. Un grande passo», avrebbe detto il premier a proposito del vertice con i leader libici Haftar, Serraj e altri big politici. «Ci stiamo avvicinando alla soluzione», così, fonti vicine al governo, commentano l’incontro a Villa Igiea a Palermo tra Conte i leader libici e altri big politici internazionali.

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