Compagne addio, dove sono finite le donne della sinistra? Nel Pd regnano i maschi

martedì 13 novembre 15:43 - di Romana Fabiani

Dove sono le compagne di una volta? Dove si annida l’altra metà del cielo collocata a sinistra? Se lo chiede Marida Lombardi Pijola sul suo blog con una riflessione amara dal titolo Nella corsa per la guida del Pd sono scomparse le donne.

Compagne addio, il Pd è il regno dei maschi

«Se ci si aggira tra i ruderi della sinistra, sarà difficile intercettarle, perché sono invisibili, astratte, immateriali. Coloro che si sono candidati a restaurare l’area progressista si chiamano Nicola, Marco, Matteo. Nessuna donna. Come si concorresse a un torneo di calcetto, invece che alla guida del Pd», scrive la giornalista del Messaggero, «per ora, sulla scena del disastro, delle donne si può percepire solo un’eco, che si è affievolita assieme allo slancio delle idee, delle battaglie sociali, dei valori». Pari opportunità di genere, emancipazione femminile, cultura della differenza puff, sparite nel nulla. O intrappolate nelle reti del passato. «Che vi è successo – incalza la giornalista con il cuore che batte a sinistra –  sorelle, sodali, compagne di vita e di battaglia, mamme e lavoratrici, donne capaci, forti, fiere, appassionate? Cosa vi ha fatte sparire dalla competizione per la guida della sinistra e del Paese, voi che rappresentate metà degli italiani? (e anche l’altra metà l’avete fatta voi, a volte con l’epidurale, a volte no)». Un grido di dolore sullo sfondo di una legittima e incoffessata “invidia” per le performance femminili in campo avversario.

Compagne addio, surclassate dalla destra

Dove sono rintanate le compagne di una volta, «voi che – scrive la Pijola – rappresentate l’unico vero welfare del Paese; voi con le braccia e il cuore grandi, generosi, capaci di fatica, e col cervello fino. Non siete state voi, recentemente, a riempire le piazze con un semplice passaparola, con un profilo social, con il coraggio di rovesciare i tavoli? Così, comportandovi da donne, siete riuscite a trascinare fuori dalle case decine di migliaia di altre donne e di uomini, a smuovere coscienze, più persuasive di qualunque propaganda politica… E ora, nel momento in cui la sinistra sembra andare in pezzi, dove siete?». Il lirismo della nostalgia, poi, lascia il campo alle analisi politiche e alla sfiducia per le quote e il mantra del 50-50. «Un errore politico fatale – si legge sul blog – sono bastate le pluricandidature di 8 donne per escludere 39 candidate e favorire l’elezione di altrettanti uomini». Si insinua il sospetto, dal sapore maschilista forse, che la rovina delle donne siano le donne stesse: uno stereotipo popolare (tipo donna al volante, pericolo costante) più che un’analis giornalistica. Insomma, l’esercito rosa ha paura di se stesso? Le donne non si fidano tra loro? «Ecco perché l’assenza di candidature femminili alle primarie del Pd ha qualcosa di inspiegabile, di irragionevole, di pre-politico, di storicamente sghembo e innaturale», conclude la giornalista che lambisce appena il fulcro del problema. Perché la dinistra ha perso il copyright sulla questione femminile (e le politiche sociali possiamo aggiungere)? Perché le donne del centrodestra e le grilline sovrastano numericamente le colleghe dem? Per nom parlare di una movimento come Fratelli d’Italia che schiera una donna come leader. “Parliamone”, direbbe Nanni Moretti. Parlatene.

Commenti

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  • Andrea 13 novembre 2018

    purtroppo quelle poche che ci sono fanno danni anche per tutte quelle che mancano e pure di piu !!

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