Clandestini in Sardegna, FdI: “Da anni in Algeria opera un’agenzia di viaggi”

domenica 18 novembre 12:16 - di Redazione

Sono andate avanti senza soluzione di continuità le ricerche degli otto migranti dispersi nelle acque del Canale di Sardegna, annegati venerdì pomeriggio a poca distanza dall’Isola del Toro, a sud dell’Isola di Sant’Antioco, nel Sulcis. Al momento stanno operando due pattugliatori della Guardia di Finanza, il G204 e il Pv 7 Paolini, e la motovedetta Cp 812 della Guardia Costiera, assistiti da un mezzo aereo Frontex. Ieri pomeriggio ha operato nell’area di ricerca anche l’aereo Manta10-30 della Guardia Costiera, arrivato da Pescara. Le ricerche dei dispersi non hanno ancora dato nessun esito. Intanto la procura di Cagliari ha aperto un’inchiesta sull’episodio, sentendo nuovamente a sommarie informazioni i tre superstiti, che sono stati trasferiti al Cpa di Monastir (Ca). Venerdì, secondo quanto spiega la Guardia Costiera, l’elicottero Frontex ha individuato un barchino in avaria con 3 persone a bordo a circa 16 miglia Sud Ovest da Capo Sperone di Sant’Antioco, tratti in salvo successivamente dalla motovedetta Cp 812.

“Provo sincero dispiacere e rammarico per i corpi di giovani algerini recuperati nel mare al largo delle coste del Sulcis ma c’è anche il rammarico che questa tragedia si sarebbe potuta evitare se fossimo stati ascoltati e se le nostre proposte messe in campo” dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Difesa alla Camera dei deputati Salvatore Deidda. ” Oramai da anni si sono moltiplicati i viaggi dalle coste algerini, in particolare da Annaba tanto che esiste la pagina Facebook Haraga dz che racconta o viaggi di chi intraprende l’attraversata”, continua Deidda, ” un viaggio come se fosse un gioco, una gara tra ragazzi molto giovani accompagnati da alcuni pregiudicati per droga o rapine o addirittura sospettati di terrorismo, fermati alcune volte prontamente, altre dopo ulteriori eventi criminosi”. “Un gioco e un viaggio pericoloso gestito da chi? Abbiamo chiesto chiarezza, abbiamo chiesto controlli in mare aperto e al largo dell’Algeria anche per bloccare queste partenze che hanno portato migliaia di persone all’anno” conclude Deidda ” Oggi si è forse capito che non è un gioco, che esiste in questa tratta una faccia cattiva e criminale ( dove sono gli scafisti che hanno minacciato con il coltello e sottratto il motore?). Ringraziamo le Forze dell’ordine, la Guardia Costiera per il lavoro che svolgono sempre ma come richiesto a più riprese al Governo serve un blocco d navi militato per il controllo del mare al largo”. Da anni infatti esiste in Algeria una vera e propria agenzia di viaggi per clandestini con direzione Sardegna.

Commenti

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  • Laura Prosperini 19 novembre 2018

    basterebbe essere molto più efficaci nelle espulsioni, nei rimpatrii
    Visto il programma elettorale di chi ha vinto le elezioni (Lega) vorremmo l’attuazione efficace e possibilmente efficiente delle espulsioni dei clandestini, tutti.

  • Anton 18 novembre 2018

    Pare che negli ultimi 10/12 anni siano arrivati in Sardegna, clandestinamente, circa 15000 tra algerini, marocchini e libici. Durante questi ultimi anni si sono fatti furbi, tant’è vero che, ormai, al loro arrivo non chiedono più asilo politico ma l’espulsione diretta per immigrazione clandestina. In questo modo, ottengono il tanto agognato “foglio di via” del quale fanno una pallottola buttandosela, poi, alle spalle. Assieme al “foglio di via” viene consegnato anche un biglietto per la nave, dato che hanno diritto a girare liberamente per una settimana (o giù di lì) su tutto il territorio nazionale prima del supposto reimpatrio che, certamente, non avviene mai e dunque questi clandestini, approdando a Napoli, Civitavecchia, Livorno o Genova, scompaiono, misteriosamente, nei meandri di questo strano continente europeo. Il tutto, nel disinteresse generale, sia a livello regionale che nazionale. Si badi al fatto che ho riportato – un po’ a memoria – il resoconto fatto ad un’emittente televisiva locale (sarda) dall’ex-questore di Cagliari, città nella quale ho vissuto per alcuni anni. In Sardegna si sono rassegnati a questa situazione, dato che nessuno se ne occupa. Durante il periodo estivo arrivano fino a 2 o 3 barchini a settimana che vuol dire un numero compreso tra i 40 e i 100 clandestini, per la maggior parte maschi – alcuni anche molto giovani – e che, purtroppo, a volte hanno creato problemi in città (oltre che sulla nave in viaggio verso la penisola). Tutto questo avviene da anni.

  • Giuseppe Tolu 18 novembre 2018

    Bombardatela, subito!

    • Anton 19 novembre 2018

      Ecco, questo è il classico esempio di come molti – troppi – la pensino riguardo una regione CHE E’ PARTE INTEGRANTE DEL TERRITORIO ITALICO nonostante la distanza dalla penisola. Che sia questa la radice del disinteresse, del menefreghismo da parte di molti – troppi – italiani riguardo la Sardegna? Bombardiamo la Sardegna e via! Così non arriveranno più clandestini. E’ la Sardegna, sono i sardi, il vero problema, non personaggi come il nuovo Capo di Stato Maggiore secondo il quale non è più necessario difendere i confini nazionali. Dunque: eliminiamo il servizio di Guardia Costiera, bombardiamo la Sardegna, muoia il Sardus Pater e tutti i filistei!
      Ricordo, al signor Giustopeppe, che Sardegna e Sicilia sono sempre state parte della italica Patria assieme alle 11 regioni augustee, comprese anche, ad Ovest l’area di Nizza e ad Est l’Istria, con Pola (riforma amministrativa di Diocleziano – ITALIA ROMANA) e che l’attuale Italia deriva direttamente dal Regno Sardo-piemontese, che il primissimo inno nazionale era in sardo e che i soldati del regno erano comunemente chiamati “sardi”. E’, inoltre, necessario ricordare le figure di Barracu o Cabras e tanti altri… ? Un saluto, senza polemica, credetemi.

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