Cambia il Padre Nostro: la Cei approva la modifica chiesta da Bergoglio

giovedì 15 novembre 14:50 - di Sveva Ferri

Alla fine diventerà «non abbandonarci alla tentazione». Cambierà così la formula del Padre Nostro «non indurci in tentazione», intorno alla quale più o meno un anno fa Papa Francesco sollecitò un processo di riforma, ritenendola una traduzione inadeguata dal punto di vista teologico. «Nella preghiera del Padre Nostro, Dio che ci induce in tentazione non è una buona traduzione. Anche i francesi hanno cambiato il testo con una traduzione che dice “non mi lasci cadere nella tentazione”: sono io a cadere, non è Lui che mi butta nella tentazione per poi vedere come sono caduto, un padre non fa questo, un padre aiuta ad alzarsi subito. Quello che ti induce in tentazione è Satana, quello è l’ufficio di Satana», spiegò allora Bergoglio, avviando un dibattito teologico e suscitando qualche perplessità tra i fedeli.

La nuova versione della preghiera è stata approvata dall’Assemblea generale della Cei, nel corso della quale è stata decisa anche la modifica dell’inizio del Gloria («pace in terra agli uomini, amati dal Signore») ed è stata approvata anche l’intera traduzione italiana della terza edizione del Messale Romano. Si tratta della conclusione di un percorso durato oltre 16 anni. Ora il testo della nuova edizione sarà sottoposto alla Santa Sede. Il segretario generale delle Cei, mons. Stefano Russo, nel corso della conferenza stampa in cui si sono tirate le somme sui lavori dell’Assemblea generale, ha ipotizzato che l’uscita in stampa del nuovo Messale Romano potrà esserci il prossimo anno. «Sarà anche più agile la preghiera nelle comunità», ha detto il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti.

Commenti

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  • Angela 16 novembre 2018

    Per anni il mondo cattolico ha pregato il Padre Nostro nella formula originale,ed ecco che arriva LUI e cambia la frase che non gli piace…e allora dovrebbe cambiare anche la storia di Adamo ed Eva…perché Dio pose questi due in un magnifico giardino,ma disse loro di non mangiare la mela quindi li mise di fronte ad una tentazione,che loro non seppero controllare(convinti dal viscido serpente)e così entrambi mangiarono la mela del peccato e vennero cacciati dal paradiso.Quindi ci fu l’induzione alla tentazione,ma solo per sondare se Adamo ed Eva avrebbero obbedito…il resto è storia.

  • Giuseppe Forconi 16 novembre 2018

    Poi ci lamentiamo che l’islamismo corre piu’ veloce del cattolicesimo. Vedo che c’e’ sempre meno gente nelle chiese durante le funzioni, salvo quelle quattro pie donne che ancora reggono alla fede.

    • giordano 16 novembre 2018

      non hanni, molti secoli

      • giordano 16 novembre 2018

        scusate la h anzi se la potete togliere

  • 15 novembre 2018

    Ma Dio deve provare le persone, la unica via per vedere il bene o il male e con la TENTAZIONE…se una persona e credente nel cuore le tentazioni sono niente, ma se il contrario e allora Dio riconosce il individuo uomo o donna…

  • 15 novembre 2018

    Scusate VUOLE…_

  • giordano 15 novembre 2018

    Bergoglio non capisce che “non indurci in tentazione” ha un significato molto più profondo e sfaccettato di quello che ha capito Lui. Se lo faccia spiegare da Ratzinger, che ha la cultura che gli manca.

  • 15 novembre 2018

    Il radicale dove cambiare anche le preghiere, ma questa è bella!!!

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