Bollo auto a consumo? Per ora è solo un’idea del ministro dell’Ambiente…

sabato 17 novembre 15:35 - di Stefania Campitelli

Bollo auto a consumo? Se ne parla ma ancora nulla di ufficiale. Se così fosse si tratterebbe di una vera e propria rivoluzione. La tassa regionale di proprietà di vetture e motocicli potrebbe cambiare nel 2019. Per ora si tratta solo di una proposta avanzata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa, una sorta di riforma del bollo che cambierebbe radicalmente l’impostazione della tassa. Il suo ministero, ha detto, promuoverà a quello dei Trasporti «una proposta per l’aggiornamento delle tasse automobilistiche utilizzando il criterio del bonus malus». Incentivi e penalizzazioni. L’ipotesi più probabile è che si vada nella direzione indicata dal Parlamento europeo che ha auspicato un modello basato sul contributo della singola vettura all’inquinamento da CO2. Alcuni Paesi europei hanno già norme che vanno in questa direzione. Si tratterebbe, ma ancora nessun dettaglio, di un meccanismo simile alla Rc auto: hai il malus se fai incidenti (e aumenta la polizza); ottieni il bonus se non fai incidenti (e conseguentemente la tariffa scende). Uno strumento di “deterrenza” all’uso smodato di mezzi privati.  Ma l’aumento o lo sconto del bollo potrebbe essere calcolato in due modi diversi: da una parte legarlo al valore di produzione di CO2 teorica che è stimato nel libretto di ciascuna macchina, dall’altro verificare il consumo effettivo di carburante. Il sistema indicato dal Parlamento europeo prevede invece dei rilevatori della produzione di anidride carbonica installati a bordo di ciascun veicolo.

 

Commenti

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  • Guido955 17 novembre 2018

    Sono anni che esiste una proposta sensata e di facilissima applicazione. Una maggiorazione infinitesimale sul prezzo del carburante alla pompa e si paga quindi in funzione del chilometraggio di quella vettura. Nulla di più facile ed anche corretto laddove chi più utilizza più paga. Ma forse è troppo semplice per applicarla.

    • Giuseppe Forconi 18 novembre 2018

      E non solo, bisogna prima chiedere permesso ai burocrati della “UE” cioe’ ai nullafacenti che controllano quello che dobbiamo o non dobbiamo fare. Non dimentichiamoci che siamo i loro schiavi. Quindi il tutto passera’ al vaglio dei nostri, altrettanto , nulla facenti ministri della sinistra ( e chi altri senno’ ? ) che giudicheranno quanto potrebbero perdere in bustarelle. Forse allora potranno dire si ma con qualche ritocco a loro favore. Auguri.

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