Tap, tradimento o fallimento la Lezzi deve dimettersi. Ecco perché

martedì 30 ottobre 11:46 - di Niccolo Silvestri

Sarà pure vero, come scrive Di Maio sul Blog delle Stelle, che «il M5S sta dalla parte giusta della Storia» ma di certo non ha scelto il lato scomodo della coerenza. Per averne conferma basta leggere le sprezzanti parole con cui Barbara Lezzi ha respinto le richieste di dimissioni invocate a gran voce dal movimento pugliese “No Tap”. Piuttosto che spiegare il voltafaccia suo e dei Cinquestelle pugliesi sulla realizzazione del gasdotto del Salento, la ministra si è messa a spaccare il capello in quattro negando, rinnegando e recriminando. In tutto simile ad uno di quei vecchi politicanti che si credevano ormai archiviati dal vento del cambiamento. Lo scandalo è proprio qui. Già, perché per regola interna ciascun eletto grillino è portavoce del territorio nelle istituzioni. È cittadino fra cittadini, specchio fedele delle loro pulsioni e delle loro esigenze. È uno stipendiato del popolo, suo vero e unico datore di lavoro, e perciò da questi “licenziabile”. Non per nulla i pentastellati vogliono cancellare dalla Costituzione il divieto di mandato imperativo, principio da essi degradato a scappatoia morale in uso a voltagabbana e trasformisti. Se fosse stato già abolito, la Lezzi non avrebbe avuto scampo. Oggi, invece, grazie alle leggi di «quelli che c’erano prima» può fare marameo e dimenticare le promesse di ieri, comprese la chiusura dell’Ilva e il blocco della Tap, grazie alle quali il M5S ha raccolto in Puglia percentuali bulgare. Invece, l’acciaieria è ancora lì e il gasdotto si farà. Che sia fallimento o tradimento non importa. Su Ilva e Tap, i Di Maio, le Lezzi, i Di Battista («la blocchiamo in due settimane», do you remember, Alex?) se la sono suonata e cantata da soli. Ora pretendono che i loro elettori abbocchino alla storiella dei pozzi avvelenati dai politici “brutti, sporchi e cattivi” che c’erano prima. Troppo comodo. Dimettersi, per loro, è davvero il minimo sindacale. 

Commenti

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  • Francesco Desalvo 31 ottobre 2018

    Pecunia non olet. Se un gasdotto che ci rende almeno parzialmente indipendenti da quelli russi e dalle possibili imposizioni di Putin, ben venga. Ha fatto bene Renzi a blindarlo, se no uscendo da lui saremmo stati dipendenti dai *****. Dalla padella nella brace. E se Erdogan è antipatico (a dir poco), dove si poteva passare per evitare Russia ed Ucraina?
    Quanto, signor Bianchi, alle promesse non mantenute di Berlusconi, in venti giorni aveva ripulito Napoli (che ora è nuovamente sporca), in 5 mesi aveva fatto le case per gli Aquilani (ora due anni per fornire delle “casette” che perdono i pezzi appena consegnate), e vedi caso, aveva fatto la legge che ora permette di sequestrare e poi confiscare i beni dei mafiosi. Neanche l’aveva proposta il partito dem e neppure Grillo che già allora stava iniziando ad agitarsi.

  • Giovanni Gesia 31 ottobre 2018

    FINALMENTE, PIANO, PIANO VENE FUORI LA VERA MASCHERA DEI comunisti pantastellati, OLTRE CHE A NON CAPIRE UN MINIMO DI ECONOMIA, SONO PURE DEI VENDI FUMO, salvini SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

  • Brigante nero 31 ottobre 2018

    Infiltrati comunisti fuori tempo massimo.

  • mario salvatore manca di villahermosa 31 ottobre 2018

    Sono perfettamente d’accordo con Rita Daini Andreetto. Mario Salvatore Manca

  • marco bianchi 30 ottobre 2018

    Come fatto osservare da un lettore sulle dichiarazioni di Gasparri,se non fanno le opere sono per la decrescita e contro l’interesse del paese;se le fanno tradiscono gli elettori.Che sono del tipo:no alla spazzatura ma neppure agli inceneritori. Se la prendano altri. Le comunità locali,giuste o sbagliate che siano le loro motivazioni,non possono prevalere all’interesse nazionale. Non so se la tap sia utile o no.So che le fonti energetiche vanno differenziate. Noi abbiamo il 20% di questa opera.Non amo Putiin ma amo di meno Erdogan,visto che passa dalla Turchia.Ma Renzi lo ha blindato con le penali.Non fate i Gasparri e neppure il gufo Berlusconi.Che di promesse non ne ha mantenute nessuna.

    • Rita Daina Andreetto 31 ottobre 2018

      Pischelli ottusi che pensano che andare al foverno significhi fare quello che si vuole e regalare soldi a tutti. Ecco i risultati.

    • Rita Daina Andreetto 31 ottobre 2018

      Affermare che Berlusconi non ha mai fatto niente dimostra ottusità ed ignoranza dei fatti della storia recente del Paese. Prima di fare certe affermazioni sarebbe il caso di informarsi bene. C’è Google. È gratis e facile da consultare anche per i meno dotati. Lo usi. Se non altro per evitare di fare la figura del pirla

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