Tap, i vescovi si schierano contro M5S: promesse tradite, giuste le proteste

lunedì 29 ottobre 14:30 - di Paolo Lami

Ora ci si mettono anche i vescovi a soffiare sul fuoco delle proteste sulla Tap contro i parlamentari M5S: la Cei, la Conferenza Episcopale Italiana, lancia una stilettata contro il movimento di Grillo. Le proteste contro i grillini? Sono giustificate per le promesse elettorali tradite.
E’ un affondo senza precedenti quello dell’assemblea permanente dei vescovi italiani visto che la Cei è un organismo che assume particolare rilievo proprio nei rapporti tra lo Stato italiano e la Chiesa Cattolica.

E’ monsignor Filippo Santoro arcivescovo di Taranto e responsabile lavoro per la Cei, a margine della presentazione a palazzo Pio in Vaticano degli atti sulla Settimana Sociale dei cattolici italiani, a prendere posizione contro i Cinque Stelle: «è comprensibile questa rivolta contro i deputati locali M5s, che avevano promesso il no alla Tap, come anche la chiusura dell’Ilva: promesse che hanno rappresentato il cavallo vincente in campagna elettorale ma che ora non vengono rispettate, creando un grosso disagio presso la popolazione».

L’esponente della Cei sostiene che «con la nota del capo del governo Conte, ha vinto l’economia su tutto il resto, ma i problemi sociali restano aperti e su essi dobbiamo restare intransigenti. Le soluzioni su Ilva e Tap metteranno in moto l’economia, ma le ricadute sociali vanno monitorate».
Monsignor Santoro ricorda che «sia sull’Ilva che sulla Tap, l’attuale governo ha portato a termine ciò che era stato preparato dal governo precedente. Dopo le dure contestazioni in campagna elettorale, ora ci troviamo di fronte all’approvazione sostanziale di quei progetti, pur con alcune varianti migliorative».

«Il risarcimento» se non si dovesse fare la Tap, ha spiegato ancora oggi in un incontro a Marcianise, il vicepremier Luigi Di Maio, targato Cinque stelle, nonché e ministro dello sviluppo e del lavoro, «è anche più alto di 20 miliardi».

«Noi ci siamo battuti contro quest’opera. Se fossimo andati al governo nel 2013 – ha spiegato Di Maio – quest’opera non si sarebbe fatta, ci siamo arrivati nel 2018 dopo che il Pd e i governi precedenti hanno fatto accordi internazionali e firmato accordi con il Tap e questo genera una serie di miliardi di euro da sborsare che oggi lo Stato italiano non si può permettere».

«Quando abbiamo fatto il contratto di governo – ha ricordato il ministro dello Sviluppo economico – abbiamo detto che il Tap sarebbe rientrato in uno studio costi-benefici. Abbiamo considerato che avremmo dovuto sborsare più di 20 miliardi che sono più di reddito cittadinanza e quota 100 messi insieme. Ed è logico che ai cittadini abbiamo dovuto dire la verità. Ci siamo battuti contro questa opera. Se fossimo andati al governo nel 2013 non si sarebbe fatta».

«Dire la verità ai cittadini – sostiene Di Maio – non significa aver cambiato idea rispetto alla campagna elettorale. Significa arrivare ai ministeri, studiare le carte, studiare gli accordi e fare tutte le proiezioni di rischio per le casse dello Stato. Quelli di prima hanno blindato questa opera che resta non strategica e che si poteva evitare».

Commenti

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  • bruno 30 ottobre 2018

    QUESTI VESCOVI INVECE DI PENSARE ALLE CHIESE VUOTE,AI PEDOFILI DI CASA SUA E DIOCESI CHE NON PENSANO CHE A I SOLDI,SEMPRE MENO PRETI,DIOCESI CHE SONO DIVENTATATE UFFICI FINANZIARI DOVE NON FANNO PIU’ PASTORALE,DOVE I GIOVANI DISERTANO I LUOGHI DI CULTO,DOVE DAL 1986 DA QUANDO HANNO CHIUSO TANTE PICCOLE DIOCESI CHE POI SI SONO TRASFORMATE IN GRANDI DIOCESI DOVE IL VESCOVO FA SOLO L’ECONOMO,VENDE CASE,TERRENI,CANONICHE,CHIESE AI PRIVATI.QUESTI VESCOVI PENSINO AI LORO PROBLEMI E NON A QUELLI DELL’ITALIA.MA FORSE HANNO PAURA HA PENSARE AI LORO PROBLEMI E ALLORA PENSANO A QUELLI DEGLI ALTRI.

  • GIORGIO 30 ottobre 2018

    I vescovi non hanno mai capito niente: basta vedere come vanno le presenze dei cattolici nelle chiese.
    La cei è come l’onu ovvero il nulla

  • Pino1° 30 ottobre 2018

    Occorre che qualcuno faccia comprendere che ormai non si sopportano proprio più !
    Prima che accadano fatti spiacevoli qualche ‘testa pensante’ gli faccia capire che devono farsi
    i ca…si loro, che so; sequestrategli tutte le operazioni dello IOR e mettete sotto inchiesta l’Opus Dei.
    Ci pensano loro a smontare il partitello di davosiani che gli da le dritte di queste strategiche uscite, anche se ne facessero parte…. perche’ poi ci tengono alla zucchetta rosso porpora, troppi soldi !

  • Claudia 29 ottobre 2018

    Ma la chiesa quando comincia ad occuparsi delle cose sue, ma perché interviene sempre, a cominciare dal papa e poi dal codazzo di cardinali e vescovi. Tutti ben pasciutti e senza sapere cosa vuol dire lavorare e vivere con uno stipendio.

  • Angela 29 ottobre 2018

    Che la Chiesa attuale sia di vedute “sinistre” è evidente anche ad un bambino e tutto per compiacere il loro capo vestito di bianco che fa politica di sinistra,la Chiesa non dovrebbe fare politica ,anzi NON DEVE!!!

  • 29 ottobre 2018

    Esiste la separazione fra stato e chiesa. Vaticano fuori dalla politica Italiana, pensate a i vostri pedofoli e NO a lo stato Italiano!!

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