Se ti vendi per un film poi taci: Whoopi Goldberg scatenata contro le paladine del #MeToo

martedì 16 ottobre 17:32 - di Filomena Auer

Che Whoopi Goldberg fosse una donna “alternativa” lo si era capito dall’ultimo business lanciato dall’attrice afro-americana con la sua linea di prodotti a base di marijuana, per combattere i dolori mestruali.   Come del resto si era dedotto già dalla prima intervista rilasciata dall’attrice comica premio Oscar per Ghost, che l’artista non fosse arrivata al successo scalando la vetta di Hollywood a suon di provini intimi e party super esclusivi (quelli in cui un produttore invita la sua giovane ospite nella suite dell’albergo e la riceve informalmente in accappatoio). Ma che arrivasse a scagliarsi ferocemente contro il movimento #MeToo e le sue militanti con tanta e tale schiettezza da risultare fastidiosamente accattivante e oggettivamente franca e condivisibile oltre i limiti dell’ovvio, è stata davvero una sorpresa: questa sì.

Da Whoopi Goldberg un attacco al vetriolo al #MeToo e alle sue paladine

Anche perché da un’attrice e da una donna che sulla non convenzionalità di schemi e modelli, nella vita come nel cinema, ha fatto un suo personale faro di riferimento nella rotta verso il successo, non ti aspetti che si schieri contro il conformismo – per quanto urlato a suon di slogan triti e ritriti – radical che ha contagiato Hollywood e non solo… E così, mentre da lei i più – al di qua e al di là dell’oceano – si sarebbero aspettati lo schieramento di rigore e una difesa d’ufficio delle dive e starlette vittime di Weinstein e colleghi maschi-predatori, Whoopi Goldberg nel corso di un tour “mordi e fuggi” di rappresentazioni comiche in giro per il mondo, durante la tappa inglese spiazza tutti e dichiara ufficialmente – come riportato, tra gli altri, anche dal sito de il Giornale – che «le donne devono ammettere di usare la propria sessualità per ottenere ruoli nei film e premi durante le loro carriere». E ancora, a sostegno di quanto appena sostenuto, che «se un uomo mi avesse invitato per un meeting in una stanza d’albergo avrei detto di no. Perché invece le attrici di ieri e oggi accettano queste condizioni?… Se ci vai in stanza d’albergo, lo accetti e basta. Devi essere consapevole che stai vendendo il tuo corpo per un film, per un Oscar o un Tony Awards»… Quindi, la stoccata finale sferzante è rivolta direttamente al #MeToo e alle sue paladine: «Le donne però hanno sfruttato a loro piacimento le leggi maschiliste. Adesso vogliono di più e quello che hanno non basta». E la lezione su sesso e successo è servita: fredda.

Commenti

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  • Felice 17 ottobre 2018

    Concordo perfettamente con Claudia che centra il problema in maniera corretta. È da sperare che anche la magistratura intervenisse e per punire duramente i veri violenti e le donne che dopo decenni si ricordano di aver subito violenze a volta provocate con malizia

  • Claudia 16 ottobre 2018

    Io sono una donna e condivido pienamente. Una cosa è la violenza sulle donne un’altra il fatto che queste donne sanno benissimo cosa fanno e lo fanno per un tornaconto, quindi se lo fanno sono libere di farlo, il corpo è loro, non le giudico ma stiano zitte. È ridicolo che si ricordino di molestie dopo 30 anni. Se hai subito una violenza denunci subito o quando ti sei ripresa, e lo fai alle autorità competenti non sui social. Tutt’altra cosa e la violenza che molte donne subiscono e che gli porta solo dolore e rabbia

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