Scaricabarile tra Toninelli e Strada dei Parchi. Il ministro: «Limitare il traffico»

giovedì 18 ottobre 16:01 - di Federica Parbuoni

Scambio di diffide e scarico di responsabilità tra il ministero delle Infrastrutture e Strada dei Parchi. Dopo l’allarme sulla sicurezza lanciato le scorse settimane dal ministro Danilo Toninelli, ora arriva la relazione degli uffici tecnici del Mit, secondo cui la A24-A25 non ha standard di sicurezza adeguati e per questo va limitato il traffico dei mezzi pensanti. Ma la concessionaria Strada dei Parchi non ci sta e a sua volta, dopo le prime repliche, ora manda al ministero una diffida per lo sblocco dei fondi necessari ai lavori sui viadotti, nella quale si chiede di «voler adottare senza ulteriore indugio e comunque non oltre 5 giorni ogni atto autorizzativo teso a consentire l’avvio dei lavori urgenti o comunque ritenuti necessari, con ogni conseguente assunzione di responsabilità in caso di ulteriori ritardi e/o espresso diniego». Intanto Rfi ha reso noto che per una serie di accertamenti tecnici a un viadotto autostradale che sovrasta i binari, dalle 10.55 di oggi la circolazione ferroviaria è stata sospesa fra Anversa e Cocullo, sulla linea Sulmona-Avezzano.

«Ci siamo espressi chiaramente perché vogliamo tutelare gli utenti di A24-A25, perché non condividiamo l’allarmismo», ha spiegato Mauro Fabris, vicepresidente della concessionaria, secondo il quale «Strada dei Parchi è sicura al traffico normale, tenendo presente però che il 60% delle infrastrutture in Italia non è a norma antisismica: il nostro gesto è necessario perché devono essere sbloccati i decreti autorizzativi che il ministero deve emanare». Secondo Strada dei Parchi, infatti, quell’autostrada non è a rischio sicurezza, come confermato all’Ansa dal direttore tecnico Gabriele Nati, che ha minimizzato sia la questione dei ferri ammalorati, che sarebbero una parte irrisoria della struttura, sia quella dell’acqua nei piloni, bollata come «una fesseria», perché «tutti i piloni al di sopra dei 20/25 metri sono cavi».

Ad altre conclusioni, però, sono giunti i tecnici del ministero, nella cui relazione si legge che «il decadimento manutentivo riscontrato, associato all’incremento dei carichi di esercizio rispetto all’epoca di costruzione, è tale da non poter dimostrare il raggiungimento di adeguato standard di sicurezza con il regolare transito della circolazione». Il documento redatto dall’Ufficio ispettivo territoriale di Roma del Mit dà conto dell’esito della verifica straordinaria sulle condizioni strutturali dei viadotti, effettuata a inizio ottobre, durante la quale sono stati effettuati sopralluoghi su 87 viadotti dei 339 presenti nelle autostrade A24 e A25.

Il testo, inviato per conoscenza alle prefetture dell’Aquila, Teramo, Pescara e Chieti, segnala che «in particolare le verifiche di sicurezza strutturali eseguite, sia sulle pile che sui viadotti, hanno restituito risultati molto esigui in termini di coefficiente di sicurezza». Pertanto l’Uit, «ferma restando l’esclusiva responsabilità della società concessionaria in termini di sicurezza della circolazione ai sensi dell’articolo 14 del Codice della Strada e senza che le seguenti indicazioni possano considerarsi esaustive di eventuali ulteriori interventi che potrebbero essere proposti da Strada dei Parchi, ritiene che la società medesima possa attivarsi per gli adempimenti minimali», che vengono indicati e già notificati alla società con un verbale del 12 ottobre scorso. La concessionaria, secondo l’Uit, deve tra l’altro individuare «le condizioni di traffico che si possono esercitare sulle opere, in condizioni di sicurezza». E «particolare attenzione dovrà essere posta nella regolamentazione del transito dei veicoli pesanti che, come dimostrano nelle verifiche di sicurezza, inducono sollecitazioni critiche specialmente agli impalcati e alle solette».

 

 

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