Rivolta al carcere di Sanremo. Roghi e lancio di tavolini: 2 agenti intossicati

domenica 14 ottobre 20:20 - di Alessandra Danieli

Sarebbe scoppiata tra detenuti ubriachi la rivolta che ha tenuto in scacco per quattro ore la prima sezione del carcere di Sanremo (Imperia). La protesta, iniziata intorno alle 21 di sabato, ha inizialmente coinvolto i 16 detenuti presenti in tre celle che hanno iniziato a lanciare televisori, incendiare lenzuola impregnate di olio, sgabelli e tavolini. Ben presto tutti i 46 reclusi nella sezione hanno preso parte alla rivolta. Nel carcere erano presenti 270 detenuti e 10 agenti di polizia penitenziaria. Due agenti sono finiti in ospedale per intossicazione.
In una nota il Cosp  parla di carcere sovraffollato rispetto ad una capienza regolamentare di 170 posti letto e di un penitenziario noto per le sue diffuse criticità strutturali nel quale mancano numerose unità di polizia penitenziaria ma anche di personale addetto alle funzioni centrali, educatori, psicologi e amministrativi. ”Quando a gestire un carcere è solo un pugno di uomini può accadere l’inevitabile”, ha commentato il segretario nazionale del Cosp Domenico Mastrulli, a margine della rivolta avvenuta la notte scorsa nel carcere ligure. Il sindacato autonomo nel condannare l’episodio lamenta l’inerzia dei vertici amministrativi del Provveditorato del Piemonte che sovrintende le strutture carcerarie di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta. “Nel frattempo – denuncia il sindacato – al lungo elenco di aggressioni e ferimenti, si aggiunge il nome di altri due agenti penitenziari rimasti intossicati. Nei 260 penitenziari italiani – aggiunge Mastrulli – siamo al tracollo con oltre 58mila detenuti e con appena 35mila agenti. Una forza lavoro che nei giorni festivi e durante i turni notturni si riduce a 15mila unità. Si può ben immaginare cosa sia accaduto a Sanremo, un carcere rimasto in balia dei detenuti”.

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