Ragusa, adesca una bambina di 12 anni su Whatsapp e la violenta

martedì 23 ottobre 9:01 - di Gabriele Alberti

Adesca una dodicenne su whatsapp, inizia a vederla e poi ha rapporti sessuali con la ragazzina. L’orrore è accaduto  a Ragusa dove la Squadra mobile, diretta da Antonino Ciavola, ha arrestato un giovane di 21 anni accusato di violenza sessuale. Lo stesso arrestato avrebbe provato ad adescare un’altra ragazzina che però ha denunciato il tentativo dell’approccio.

Dalle indagini  emerso che il giovane contattava su gruppi WhatsApp le bambine più piccole, anche perché più facilmente plagiabili e suggestionabili. La piccola oltre ad avere subito violenza fisica sarebbe stata costretta ad avere, più volte al giorno, rapporti “virtuali”con l’indagato. Un’altra ragazzina ha denunciato di essere stata vittima di un tentativo di adescamento da parte del 21enne, ma non sarebbe caduta nella sua “trappola”.

«La tecnica era sempre la stessa: partecipare a gruppi whatsapp dove vi sono iscritti numerosi contatti di ragazzine; controllare il profilo di ognuna; dalla foto profilo verificare se di gradimento; i primi messaggi di conoscenza; la richiesta dell’età – dicono ancora gli inquirenti – se piccole venivano fatte proposte se già avevano 14 anni venivano scartate; dopo pochissimi contatti la richiesta di invio di foto e video; subito dopo la richiesta si trasformava in foto e video hard; proposte di sesso virtuale; masturbazione anche più volte al giorno con proposte che hanno fatto emergere una perversione al di fuori di ogni immaginazione». Non pago di aver catturato l’attenzione e la fiducia di alcune vittime, l’uomo «ha più volte tentato di adescare altre minori che rifiutavano le richieste di invio foto e video asserendo testualmente: ”ma io sono piccola ho solo 12 anni””. Rimmaudo – questo il nome dell’uomo- oltre ad aver compiuto atti sessuali con una delle vittime (per quanto fino ad ora accertato ma potrebbero essercene delle altre) ha anche provato a convincere le amiche di questa, come se dovesse riuscire nel suo intento con tutto il gruppo. ”Adesso tocca a te” era questo che diceva alle altre minori ma qualche volta era sfortunato perché rispondevano al telefono i genitori che effettuavano un giusto controllo sullo smartphone delle bambine».

Commenti

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  • Mauro Garlaschelli 24 ottobre 2018

    …LANCIAFIAMME IMMEDIATO NELLA PIAZZA DEL DUOMO DI IBLA…

  • Giuseppe Forconi 23 ottobre 2018

    Vogliamo castrarlo oppure una semplice bacchettata sulla mano ? ( come vorrebbero certe persone e giudici).

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