Pensioni, chi sceglierà “quota 100” perderà fino a 500 euro al mese

giovedì 18 ottobre 10:15 - di Monica Pucci

Meno contributi versati, speranza di vita più alta, niente rivalutazione del Pil. Ecco perchè chi sceglierà di andare in pensione con la “quota 100” potrebbe perdere fino a un quinto del suo assegno. Le stime sono dell’Inps, secondo cui con uno stipendio di 40.000 euro annui e una pensione retributiva fino al 2011, poi contributiva, andando in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi invece che a 67 anni come previsto dal 2019 per la pensione di vecchiaia (e versando i contributi) si potrebbero ricevere circa 30.000 euro l’anno. Rinunciando a 500 euro (-21%) che si avrebbero se si lavorasse ancora 5 anni. I nati tra il 1953 e il 1957 (nel 2019 avranno tra 62 e 66 anni) potrebbero essere i più penalizzati. Sono loro infatti quelli che risentiranno maggiormente di una eventuale uscita anticipata. Secondo alcune simulazioni riportate da Repubblica, un lavoratore che andrà in pensione a 62 anni con 38 di contributi, invece di prendere 1778 euro al mese, ne prenderà 1.442.

Secondo il presidente Boeri gli interventi del Governo sul sistema previdenziale potrebbero costare 140 miliardi nei primi 10 anni, ha detto ancora Boeri spiegando che, dal 2046 in poi, la spesa dovrebbe scendere perchè le persone saranno andate in pensione in anticipo e con assegni più bassi rispetto a quelli che avrebbero ottenuto andando a riposo con le regole attuali. Il calcolo è legato all’introduzione della quota 100, al blocco immediato dell’adeguamento dell’aspettativa di vita sui contributi necessari alla pensione anticipata e al blocco dopo il 2019 dell’adeguamento sull’età di vecchiaia.

 

 

Commenti

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  • Gigino 19 ottobre 2018

    Concordo con Di Pietro, pur di stare contro, si sì. Allineano a Boeri e Repubblica. Ragazzi non scherzate.

  • Mauro 19 ottobre 2018

    Mi piacerebbe vedere e fare la differenza tra una persona che ha un reddito lordo attuale di 40.000,00 euro l’anno e va in pensione con 43 anni e 3 mesi all’età di 62 anni ed una che ha lo stesso reddito e va in pensione con 40 anni di contributi sempre a 62 anni di età. Anche se si va a 65 o 67 anni di età vi è una bella differenza tra l’ultimo stipendio e la prima pensione di circa il 20 % per cui? con un reddito di circa 40.000,00 euro l’anno si ha uno stipendio di circa 2.300,00 euro mensili che andando in pensione caleranno a circa 1.850,00 euro, con una perdita di circa 450,00 euro. E per fortuna che non ci sarà più da pagare per la pensione oltre il 9% mensile.

  • ADRIANO AGOSTINI 19 ottobre 2018

    A mio parere è quello che si doveva fare da anni. Andare in pensione prima (anche per lasciare posti di lavoro ai giovani) ma con pensione decurtata che poi viene riallineata man mano che aumentano gli anni fino ad arrivare alla quota prevista per i versamenti versati.

  • LuigiV 19 ottobre 2018

    Se lo dice Boeri e il “giornale” Repubblica allora è vero…….. ma per piacere…..

  • Giorgione 19 ottobre 2018

    Classe 1957… ci vogliono morti sul lavoro. Così si salva l’italia, l’europa e tutto il carrozzone.quanta amarezza.

  • ANTONIO DI PIETRO 18 ottobre 2018

    Vedere il glorioso Secolo che si allinea a Repubblica e Boeri mi mette una grande tristezza…é evidente che se versi 5 anni in meno di contributi la pensione è più bassa: allora andiamo in pensione a 90 anni, così la pensione è più alta!

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