Manovra, ecco che succede se la Commissione europea la boccia

martedì 23 ottobre 13:57 - di Mariano Folgori

Conte e i viceministri Salvini e Di Maio hanno già fatto sapere che la manovra non cambierà, nonostante la contrarietà della Commissione di Bruxelles. Oggi Juncker e gli altri commissari si riuniranno Strasburgo (accade ogni volta che il Parlamento europeo è in seduta plenaria) e quasi certamente bocceranno il documento del governo italiano. Il regolamento europeo prevede la possibilità che la Commissione chieda  un Paese membro un nuovo documento programmatico. In pratica l’Italia avrebbe tre settimane di tempo per  trovare un accordo su come ridurre il deficit. Finora questa opzione, cioè il respingimento da parte di Bruxelles di una manovra nazionale, non è mai stata usata. Se il governo italiano decidesse di non adattare la legge di bilancio  alle regole europee, potrebbe essere intrapresa contro l’Italia un’azione punitiva. Potrebbe arrivare cioè la procedura per debito eccessivo. Questo in teoria. Ma non è detto che si arrivi a tanto.

La vera preoccupazione del governo è la reazione di mercati. Venerdì ci sarà il giudizio dell’agenzia di rating Standard & Poor’s. «A bocce ferme -riferisce Huffington Post citando una fonte riservata di Palazzo Chigi  – il governo conta di portare avanti questa manovra per tutto il 2018 senza correzioni, ma se poi sui mercati arriva il terremoto è evidente che dovremmo intervenire». L’eventuale piano B dell’esecutivo prevederebbe la , possibilità di diluire le misure chiave della manovra, cioè il reddito di cittadinanza e la quota 100 per i pensionamenti anticipati. Questa misura ha però una controindicazione: posticipare le misure significa ridurre l’impatto positivo che il governo pensa di dare al Pil proprio dagli interventi programmati. Dai prossimi giorni, il sentiero di Conre, Salvini e Di Maio potrebbe farsi molto stretto.

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