Il vaccino contro la tubercolosi: una potente arma anti-diabete

giovedì 4 ottobre 16:26 - di Redazione

Lo si ipotizzava da tempo, ora una ricerca lo conferma: nel vaccino contro la tubercolosi è compresa un’arma anti-diabete. Precedenti studi hanno mostrato che il vaccino con bacillo di Calmette-Guerin (Bcg), usato per prevenire la tubercolosi, può ridurre i livelli di zucchero nel sangue nelle persone con diabete avanzato di tipo 1. Ora un nuovo studio, presentato all’Assemblea annuale dell’Associazione europea per il diabete (Easd) a Berlino, rivela il meccanismo attraverso il quale questo vaccino può apportare benefici anche durevoli al sistema immunitario dei pazienti e ridurre i livelli di zucchero nel sangue. I nuovi risultati, spiegano gli autori, suggeriscono che lo squilibrio immuno-metabolico nel diabete di tipo 1 potrebbe derivare dal fatto di essere stati esposti a troppo pochi microbi, per via degli ambienti oggi più sterili, e che la reintroduzione di un batterio “buono” (Bcg) potrebbe ripristinare funzioni metaboliche normali, spingendo il sistema immunitario a consumare più zucchero e riducendo così, nel tempo, i livelli di glucosio nel sangue.

Vaccino contro la tubercolosi, l’antidoto al diabete

«Da molto tempo si ritiene che il passaggio della popolazione ad ambienti più puliti e più urbani sia coinvolto non solo nel modo in cui si sviluppa il diabete di tipo 1, ma anche nell’incidenza della malattia», spiega Denise Faustman, direttore del Laboratorio di immunologia del Massachusetts General Hospital, che ha guidato lo studio. «In particolare, le esposizioni ridotte a determinati microbi, la conseguenza di migliori condizioni igieniche, un maggiore uso di antibiotici, famiglie meno numerose, case più pulite, minore esposizione ad animali domestici» sono tutti fattori che «sembrano aver modificato la moderna funzione metabolica». Il vaccino Bcg, basato su un ceppo innocuo di batteri correlato a quello che causa la tubercolosi, sembra avere l’effetto di imitare – ma in tutta sicurezza – proprio le numerose esposizioni microbiche che sono andate perdute nel corso dei secoli.

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