Gli italiani: per difendere il “made in Italy” dai poteri forti, “sì” ai dazi

domenica 21 ottobre 12:55 - di Giovanni Trotta

Quasi la metà degli italiani (45%) è favorevole all’introduzione dei dazi per difendere il made in Italy a tavola rispetto ai rischi legati al commercio internazionale. E’ quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Ixè su ”Gli italiani e l’Europa nel 2018”, presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato dalla Coldiretti a Villa d’Este, a Cernobbio, che vede prevalere i cittadini tentati dal ricorso a misure protezionistiche a livello economico rispetto a chi è contrario ai blocchi (32%), mentre un 24% non si pronuncia. Tra le motivazioni di chi è favorevole ai dazi, spiegano Coldiretti/Ixè, il 56% indica la necessità di combattere la concorrenza sleale di quei Paesi che producono a minor costo, che supera di poco la convinzione che occorra penalizzare gli stati che non rispettano le nostre stesse regole in materia di tutela ambientale e di rispetto dei diritti del lavoro (53%). A ruota segue la voglia di valorizzare i prodotti dei proprio Paese (31%) ma tra le ragioni del sì ai dazi c’è anche il fatto di non fidarsi dei prodotti stranieri. Nel caso delle nazioni che fanno concorrenza sleale ai prodotti italiani sfruttando ambiente e lavoratori, notano Coldiretti/Ixè, un 28% degli italiani chiede addirittura l’applicazione di dazi molto elevati. “Non c’è dubbio che il dibattito internazionale sui dazi aperto dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha almeno il merito di accendere un faro sulla natura, le conseguenze e le responsabilità di chi ha guidato finora il processo di globalizzazione sul nostro pianeta, del ruolo dei grandi conglomerati economici sovranazionali, degli Stati e dell’Unione Europea” afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo. “Dal nostro osservatorio – ha proseguito – ci sembra di rilevare come all’idea di libero commercio, nel corso di questi anni, si sia sempre più dissociata l’idea di un commercio equo, che tenesse conto del rispetto di regole condivise sul piano ambientale, della tutela sociale dei lavoratori e della sicurezza dei cittadini”. Moncalvo segnala infine che “i dazi sono una risposta sbagliata a una preoccupazione fondata”. “Se infatti si vanno a vedere le ragioni che guidano la domanda di ‘dazi’ -conclude il presidente della Coldiretti- si scopre che i principali motivi sono di ordine ‘difensivo’, ovvero ‘combattere la concorrenza sleale’ in primo luogo, ‘salvaguardare la salute dei cittadini’ in seconda istanza”.

Commenti

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  • Luciano Vignati 23 ottobre 2018

    Non occorrono dazi, basta essere nazionalisti e amanti della madre patria. Da parte mia, della mia famiglia e di alcuni amici abbiamo adottato la seguente regola. Salvo le automobili perché non non ci sono aziende italiani (FCA è statunitense) acquistiamo solo prodotti possibilmente a chilometro zero o di aziende italiane certe, gestite ancora da famiglie italiane (tutte le grandi marche escluso Ferrero e poche altre società sono in mano agli stranieri) Sarà poco ma l’importante è cominciare.

  • abramo de angelis 22 ottobre 2018

    I dazi o tasse nascoste ci sono sempre stati, il problema e’ che siccome Italia non conta un fico secco in Europa nessuna altro paese Europeo ha interesse economico a metterli per fare cosa un piacere all’Italia, ma volete scherzare sono li tutti uniti per volere la nostra morte……

  • Carlo Cervini 22 ottobre 2018

    Qualche benpensante dimentica che nel 1986, Ministro dell’Agricoltura On. Gianni Fontana, per vendere un pò di Fiat in Francia e Germania abbiamo distrutto la nostra agricoltura e l’allevamento per importare il 40% di latte di cui eravamo deficitari e per impedire l’autosufficienza abbiamo inventato le quote latte che hanno rovinato il resto e procurate infinite truffe come la stalla di 200 vacche in piazza Navona a Roma……..tutti impuniti tranne gli allevatori padani.

  • eleonora ferrari 22 ottobre 2018

    vorrei fare presente , e penso ve ne siate accorti , i dazi ci sono eccome se ci sono . si nascondono dietro a due paroline silenti , una ‘ aumento dell’iva , che in nessun stato esiste , e l’atra tassa si acqisto . voce presente sulle fatture dalla germania . controllate . se poi acquistate da uno stato distante non più di 17 km dalla sicilia il dazio è dovuto e alla grande . questa è una legge italiana inventata da berlusconi . altro che ballotte .

  • Francesco Desalvo 22 ottobre 2018

    Scoperta dell’acqua calda: i dazi ci sono sempre stati, più o meno, e ci saranno sempre.
    Esempio: una cinquantina di anni addietro o forse più in U.S.A avevano scoperto un metodo nuovo per fabbricare la soda (carbonato o bicarbonato, non caustica!) estraendola per dissoluzione da giacimenti di “trona”, mi pare nel Wyoming.
    Tutte le società americane che fabbricavano soda col metodo Solvay erano fallite.
    Quando la prima nave di soda da 20.000 t era arrivata nel porto di Livorno, non aveva fatto in tempo a scaricare che le era arrivato addosso un dazio del 50% per proteggere la soda Solvay di Rosignano.
    Provate a comprare via internet qualcosa che valga più di qualche decina di €, e vedete se non lo trovate fermo in dogana il attesa di pagare ……. cosa? ma il dazio!

  • Angela. 22 ottobre 2018

    La globalizzazione commerciale è un vero danno, dobbiamo incentivare la gente a comprare prodotti nostrani se vogliamo far ripartire la nostra economia e mettere i dazi sui prodotti stranieri .

  • Guido955 21 ottobre 2018

    Purtroppo dazi non sono mai a senso unico, noi dobbiamo esportare il made in Italy, prodotti richiesti e dei quali possiamo e dobbiamo andare fieri. Meglio sarebbe inculcare con una giusta campagna informativa la convinzione di acquistare nostri prodotti e cessare di alimentare un certo import.

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