Firenze terra di nessuno. “Hai una sigaretta?”. “No”. E il nigeriano lo massacra…

11 Ott 2018 15:52 - di Redazione

Aggredisce con calci e pugni un uomo per un banale diniego. Ma per l’aggressore, un 36enne nigeriano, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di lesioni gravi, sono scattate le manette. Episodio di ordinaria follia avvenuto in pieno giorno nei pressi della Caritas di via Baracca. Dalla ricostruzione fatta dai carabinieri si appurato che un ivoriano, verso le ore 10, si trovava in via Pietri a sorseggiare un thè caldo in un bar quando è stato avvicinato dal nigeriano che gli ha chiesto una sigaretta. Al rifiuto, l’aggressore si è avvento sull’uomo con ingiustificata violenza aggredendolo con calci e pungi al corpo ed al volto utilizzando anche un manico d’ombrello, non pago che la vittima fosse a terra. Provvidenziale è stata la rapidità dell’intervento dei militari del Nucleo Radiomobile dei carabinieri che giunti sul posto si sono subito avvicinati alla vittima, malconcia e sanguinante in volto, mentre l’aggressore ha cercato di allontanarsi tentando inoltre di liberarsi dell’arma impropria utilizzata per compiere l’aggressione, ma venendo immediatamente bloccato. Il malcapitato, un ivoriano 34enne regolare sul territorio nazionale, è stato condotto al pronto soccorso dell’ospedale di Careggi con un’ambulanza del 118; i medici gli hanno riscontrato varie contusioni e la frattura del setto nasale, dimettendolo con una prognosi di 30 giorni.

Per il nigeriano sono invece scattate le manette per il reato di lesioni aggravate, con contestuale deferimento in stato di libertà per la violazione delle leggi sull’immigrazione, essendo emersa la sua clandestinità sul territorio nazionale. È altresì emerso che l’arrestato, pluripregiudicato, è già sottoposto all’obbligo di firma presso il commissariato di di Firenze Oltrarno, al quale tuttavia non ha mai ottemperato. Informato il pm di turno, verrà giudicato con rito direttissimo domani dopo aver trascorso la notte nelle camere di sicurezza nella caserma di Borgo Ognissanti.

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