È caos nel M5S: cresce la fronda anti-Di Maio su decreto sicurezza e Tav

martedì 30 ottobre 17:38 - di Michele Pezza

È tesissimo il clima all’interno del M5S in vista dell’incontro con deputati e senatori convocato da Luigi Di Maio per tentare di sedare i tanti focolai interni delle ultime settimane. Manovra, condoni, “manine”, decreto sicurezza, Ilva e Tap sono altrettante stazioni di una via crucis che rischia di complicare la già difficile coabitazione con la Lega. A fare notizia è la diserzione della senatrice Paola Nugnes, fedelissima del presidente Roberto Fico, e tra le accanite detrattrici del provvedimento su immigrazione e sicurezza targato Matteo Salvini. «Siamo fuori tempo massimo per parlare del decreto sicurezza e per cercare un modo di partecipare e collaborare, ha tagliato corto con i giornalisti la senatrice. Come lei sul piede di guerra, altri due parlamentari: Elena Fattori e Matteo Mantero. Neanche loro saranno della partita. La prima «per ragioni personali». Il secondo per motivi di tempo: «Purtroppo hanno spostato l’assemblea a questa sera e non potrò esserci». Ci sarà, invece, per manifestare apertamente il proprio dissenso l’ex comandante Gregorio De Falco, estensore  di diversi emendamenti al testo del vicepremier leghista. Da vero militare, non le manda a dire: «Stretta sulla sicurezza? Io prima di tutto rispetto la Costituzione».

In tre disertano l’incontro con Di Maio

Il dissenso contro Di Maio sotto forma di assenza dei tre senatori è solo la punta di un iceberg di un malessere che comincia a farsi profondo e radicato. Il doppio flop registrato in Puglia su Ilva e Tap, la prima riaperta e la seconda sbloccata dopo aver detto l’esatto contrario in campagna elettorale, ha lasciato il segno. La base è in rivolta e sui social si fa pressante la richiesta di dimissioni degli eletti Cinquestelle di quella regione, a cominciare dal ministro Barbara Lezzi.

I dissidenti a rischio espulsione

Ora il fronte “grandi opere” si è spostato in Val di Susa, dove il no pentastellato al progetto Tav ha già assunto i toni drammatici dell’ultima spiaggia. La Lega è fermamente convinta della necessità di continuare la realizzazione dell’infrastruttura, ma per Di Maio il “no” è una sorta di estrema, invalicabile trincea. E non è finita: altri mugugni si registrano sul condono. Qui a protestare sono soprattutto la napoletana Carla Ruocco, l’ex-direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli ed Elio Iannutti, che ha parlato di norme che «contraddicono i valori fondanti del Movimento». Ma di condono non c’è solo quello fiscale. Gli abitanti di Ischia riceveranno anche quello edilizio. I dissidenti (non tutti) rischiano l’espulsione. Che la corda stia per spezzarsi lo prova l’appello ai recalcitranti lanciato dallo stesso premier Conte, impegnato a Nuova Delhi, in India. E a chi gli ha chiesto delle espulsioni, ha risposto laconico: «Non sono io il leader del Movimento».

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