Dal reddito di cittadinanza alla flat tax: ecco tutti i numeri della manovra

venerdì 5 ottobre 15:30 - di

Il governo scopre le carte sulla manovra. Dopo giorni di attesa, la Nota di aggiornamento al Def arriva alle Camere, dove la settimana prossima inizierà la discussione. 138 pagine, inviate al Parlamento nella notte, che fissano il deficit del 2019 al 2,4% del Pil, al 2,1% nel 2020 e all’1,8% nel 2021. Anche per il Pil è prevista la crescita del 1,5% nel 2019 poi dell’1,6% e dell’1,4%, come ha anticipato il ministro dell’Economia Giovanni Tria nella lettera inviata all’Unione Europea, nella quale ha auspicato un dialogo “aperto e costruttivo” con Bruxelles.

La manovra di bilancio, ha assicurato Tria nella missiva «è coraggiosa e responsabile, puntando alla crescita e al benessere dei cittadini». Nella relazione inviata al Parlamento si specifica che «il pareggio di bilancio in termini strutturali, sarà raggiunto gradualmente negli anni a seguire». Inoltre, si legge nel documento, «il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato di competenza potrà aumentare fino a 68,5 miliardi di euro nel 2019, 56,5 miliardi nel 2020 e 45,5 miliardi nel 2021. Il corrispondente saldo netto da finanziare di cassa potrà aumentare fino a 147 miliardi di euro nel 2019, 110,5 miliardi nel 2020 e 96 miliardi nel 2021».

Reddito di cittadinanza

La spesa per finanziare il reddito di cittadinanza, misura chiave del governo gialloverde, e delle pensioni di cittadinanza sarà di 9 miliardi (+ 1 destinato al potenziamento dei centri per l’impiego). «L’introduzione del reddito di cittadinanza ha un duplice scopo – si legge nella Nota al Def – sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà relativa (pari a 780 euro mensili) e  fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore». Quanto alla “pensione di cittadinanza” «sarà prevista per le persone che vivono al di sotto della soglia minima di povertà e verrà modulata tenendo conto della situazione complessiva dei nuclei familiari, anche con riferimento alla presenza al loro interno di persone con disabilità o non autosufficienti».

Pensioni

Capitolo pensioni, per l’introduzione di “quota 100”, sono previsti 7 miliardi di spesa nel 2019. La revisione del sistema pensionistico, si legge nella Nota al Def, mira a «garantire il superamento degli squilibri dell’attuale sistema previdenziale per agevolare il ricambio generazionale e consentire ai giovani di poter avere accesso al mercato del lavoro». “Quota 100” prevede la somma dell’età anagrafica (62 anni) e contributiva (minimo 38 anni) quale requisito per accedere alle misure previdenziali.

Flat tax

Tra i punti essenziali del programma di politica economica e finanziaria c’è poi la flat tax, che partirà il prossimo anno e che prevede l’innalzamento delle soglie minime per il regime semplificato d’imposizione su piccole imprese, professionisti e artigiani. Misura che costerà 2 miliardi. «La riduzione della pressione fiscale – si legge nella Nota al Def – proseguirà anche per effetto del taglio dell’imposta sugli utili d’impresa per le aziende che reinvestono i profitti e assumono lavoratori aggiuntivi». Dal lato delle entrate, si prevede poi l’abrogazione dell’Imposta sul Reddito Imprenditoriale (Iri), che doveva entrare in vigore nel 2019 con aliquota al 24 per cento e che è ora superata dalla flat tax.

Iva

Scongiurato inoltre l’aumento dell’Iva. «Gli aumenti delle imposte indirette previste dalle clausole di salvaguardia verranno completamente sterilizzati nel 2019 e parzialmente nel 2020 e 2021» si legge ancora nella Nota al Def.

Task force

Il governo attiverà poi, entro la fine di quest’anno «una task force sugli investimenti pubblici». «Riprendendo le esperienze di altri Paesi, che hanno affrontato con successo problematiche di investimenti pubblici e di gap infrastrutturali simili a quelli italiani – riporta la Nadef – il governo creerà inoltre un centro di competenze dedicato».

Forze dell’ordine

Tra le altre voci di spesa, sono previsti inoltre fondi per le assunzioni straordinarie per le forze dell’ordine e per i risparmiatori danneggiati dalle crisi bancarie.

Commenti

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  • Il saggio 8 ottobre 2018

    Da condividere il rifiuto di leggi e di burocrazie pre-confezionate osteggianti la ripresa economica italiana.

  • Il saggio 8 ottobre 2018

    Il deficit del 2019 al 2,4% del PIL? ma di quale anno? e quale deficit?

  • Cesare Zaccaria 7 ottobre 2018

    Ci fanno o ci sono?
    di Cesarezac
    domenica 7 ottobre 2018
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    Commenti

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    Celebrati economisti, politici di varia collocazione, grandi firme dei mezzi di informazione, della carta stampata in via di scomparsa dalle edicole e televisione. I cosiddetti “mass media”, peraltro pronunciati erroneamente “midia” come se il termine fosse inglese e non latino, espongono la loro interpretazione sulla situazione economica del nostro disastrato Paese e la loro ricetta per farlo uscire dalla drammatica crisi nella quale si dibatte, dimostrando di non avere le idee chiare e di conseguenza creando grande confusione e alimentando la diffusa e non ingiustificata antipolitica.

    Facciamo chiarezza; l’Italia si presenta con il più elevato debito pubblico, con il PIL, prodotto interno lordo, cioè quanto il paese produce, più basso, con il più alto tasso di disoccupazione,con la maggiore percentuale di indigenti, con la popolazione più ignorante, meno acculturata, con la pressione fiscale seconda solo alla Svezia ma non a fronte dei servizi forniti da quel paese ai suoi cittadini. Insomma, con la collezione dei peggiori record della UE.

    L’economia di ogni paese che non gode di pozzi di petrolio si basa sul lavoro , sulla prosperità delle imprese che creano lavoro. Dal lavoro si traggono i mezzi di sostentamento di ognuno e si pagano le tasse necessarie allo Stato per erogare i pubblici servizi.

    L’art. 1 della nostra Costituzione testualmente recita: L’Italia è una Repubblica democratica. fondata sul lavoro.

    Ebbene, non c’è paese che ostacoli il lavoro più dell’Italia. Abbiamo detto della pressione fiscale. Un fisco che pretende dalle imprese più del reddito netto, uccide il lavoro, costringe le imprese al fallimento, alla delocalizzazione, alla fuga all’estero, e spesso al suicidio di titolari di imprese e lavoratori.

    Alla pressione fiscale insostenibile, dobbiamo aggiungere i costi e i tempi della burocrazia, la inadeguatezza e il costo dei servizi, la spesa dell’energia. Uno scellerato referendum costrinse il paese all’abbandono delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica dopo averle costruite e non utilizzate. Unico paese in un’Europa, dove le centrali nucleari sono ben 186!

    Oggi il mondo si muove e produce grazie all’energia elettrica. Nessuna impresa può competere con i concorrenti se deve sopportare un divario del costo dell’energia all’incirca del 35 per cento. E’ per questo che abbiamo condannato a morte una serie di gloriosi marchi dell’automobile che tutto il mondo ci invidiava: Alfa Romeo, Lancia, Maserati, Lamborghini, Fiat. FCA non è italiana e rappresenta marchi di case automobilistiche in realtà scomparse da tempo.

    La FLAT TAX può essere l’ultima chance per tentare di salvare il salvabile. Chi si oppone, la dipinge come un regalo ai ricchi. Punta sul sentimento diffusissimo dell’invidia, dell’odio verso i ricchi. In realtà i cattivi politici non vogliono privarsi della possibilità di tosare i contribuenti senza ritegno. Programmano l’oggi, il domani non li interessa.

    La FLAT TAX facendo ripartire il lavoro, concedendo fiducia agli imprenditori si finanzia da sé. La Flat Tax non è un regalo ai ricchi, fa uscire milioni di cittadini dalla spirale della povertà, da disoccupati a lavoratori.

    Chi lavora, chi produce, paga le tasse e finanzia lo Stato. Ma il governo deve essere credibile se vuole attrarre capitali e imprese che finora ha espulso dal Paese.

  • MURAT 7 ottobre 2018

    I DELINQUENTI DEVE ESSERE PUNITI ,NESSUN SPAZIO PER LORO. LE FORZE DELL ORDINE DEVE FARE SUA DOVERE, DOPO DI CHIAMATA ALT, SE NON FERMI DEVE USARE ARMI. NON POI RISCHIARE LA VITA DI UN CARABINIERE. SONO CON SALVINI.

  • Gino Sestini 6 ottobre 2018

    non sono entusiasta su cosa sta facendo questo governo , di sicuro i 5 Stalle non mi rappresentano , a me non piace il reddito di cittadinanza , dove i più cialtroni e bighelloni si sono gia messi in lista ,a cominciare dagli zingari . Salvini sta portando avanti il suo programma , per quello che può fare . se non sbaglio proprio il Cav. gli dette il via libera per formare il governo con i 5 Stelle , per evitare che il Capo dello Stato , da cui non mi sento rappresentato, facesse come quello precedente , ricordarsi che l’alternativa sarebbe stata un’altro Governo tecnico , DIO CI SALVI . MI tappo il naso , perche’ effettivamente un po di puzza di comunisti la sento , ma spero che Salvini nel limite del possibile tenga la barra a dritta . Caro Secolo , come spero che anche voi teniate sempre la barra dritta , BUON LAVORO

  • Pier Giorgio Puppini Martini 6 ottobre 2018

    I migranti in Italia godono di tutti i diritti pagati dagli italiani; inoltre sono vestiti piuttosto alla moda e usano cellulari ultima serie che costano anche oltre i mille euro: sarebbe ora destinare quanto percepiscono a vario tipo e genere ad aiutare gli italiani veramente poveri :
    l’Italia buonista dovrebbe chiedere all’UE il mantenimento di questi “ospiti” e destinare agli italiani veramente poveri quanto spende per la loro permanenza in Italia.

  • Genco Ubaldo 6 ottobre 2018

    Cari Salvini e di maio il sottoscritto che a luglio prossimo 2019 matura 42 anni di contributi lavorando e 60 anni , come infermiere in emergenza con turni di notte qui andò andrà in pensione . Gradirei risposta con la stima e l’affetto di sempre

  • Angela 5 ottobre 2018

    Una manovra ambiziosa e coraggiosa….avanti tutta!!!

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