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Cucchi, Crosetto: «Nessuno deve essere toccato e ucciso nelle caserme»

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  1. Francesco Ciccarelli ha detto:

    In questa vicenda c’è, da una parte, il rischio di screditare le Istituzioni nell’opinione pubblica, dall’altra la schizofrenia dei vertici dell’Arma, che hanno coperto i colpevoli con tentativi di depistaggi, ma a suo tempo non mossero un dito per il militare Placanica!

  2. Pino 1° ha detto:

    Parte A) Quando lo stato restringe la libertà di un/una persona compie un’azione in ‘massimo livello’ ed è conseguente che questa particolare condizioni debba godere delle massime garanzia di certezza
    di inviolabilità della sua sicurezza personale ! Garantita proprio da coloro che compiono l’arresto !

    Parte B) Quando lo stato mette in costrizione suoi speciali dipendenti abbandonandoli in condizioni
    di disperata solitudine difronte al crimine, alla violenza di uomini fuori controllo, che la magistratura anche NON assolvendo li mette istantaneamente in libertà cosa realizza, se non rabbia da impotenza per iniquo trattamento? Magari dopo avere raccolto sputi, calci nei.. , e tentativi di bottigliate. Le Istituzioni, creano disavvedutamente o volutamente le condizioni di pericolo a danno delle forze dell’ordine ed anche alla/le persone con cui devono avere a che fare per motivo di mantenimento dell’ordine pubblico a cui sono comandati ? Ora il taser pone rimedio a qualcosa ma, solo il parlamento potrà e dovrebbe con molta sollecitudine realizzare grandi chiarimenti su una normativa giuridica che mette il magistrato di turno nella libertà di ignorare completamente il ‘pubblico sentimento’ che, qual’ora fosse dimenticato dalla magistratura, è fondamentale per costruzione di quelle scuole di pensiero che fanno giurisprudenza di popolo e non di politicanti con la toga sulle spalle.

    1. Roberto ha detto:

      La prassi dei pestaggi delle forze dell’ordine(chiamiale cosi) è nota a tutti con la complicità diedici e giudici

12 Ottobre 2018 - AGGIORNATO 12 Ottobre 2018 alle 14:15