Cremaschi urla “al pollaio”, la Mussolini lo zittisce: «Rivendico il mio ruolo da gallina (VIDEO)

sabato 6 ottobre 11:21 - di Ginevra Sorrentino

L’aria che tira nello studio dell’omonima trasmissione non è proprio quella salubre di una fattoria in aperta campagna: ma la cosa non impedisce all’ex leader Fiom, Giorgio Cremaschi (Potere al Popolo) in collegamento con il salotto de La 7 di richiamare bucolici scenari per insultare gli interlocutori da cui dissente. Ed è subito bagarre…

“L’aria che tira”, Cremaschi urla al “pollaio”, la Mussolini lo mette a tacere

Anche perché sul terreno delle battute al vetriolo e delle repliche risentite, l’europarlamentare del Ppe, Alessandra Mussolini, non ha nulla da invidiare a nessuno, meno che mai se lo scontro dialettico è con un ex militante comunista, un sindacalista di ferro (o da cortina di ferro) che, persi per strada argomenti più sottilmente politici, ricorre all’epiteto becero che rievoca non troppo originali pollai e galline. L’esordio del suo discorso finito male del resto non è dei più promettenti: «Non farei paragoni tra la ricostruzione del ponte a Genova e quella post-terremoto a L’Aquila, perché porterebbe sfortuna. Dopo il varo del decreto per la ricostruzione della città, ci sono voluti 5 anni prima che si mettesse in campo la prima cazzuola col cemento». È davvero troppo, e la smentita con replica piccata non tarda ad arrivare, sia con Alessandra Mussolini, che con il deputato di Fratelli d’Italia, Andrea Delmastro,  che accusa: «Questa è una menzogna». E a stretto giro la Mussolini riesce ad aggiungere: «Hanno dato anche le case coi balconi». Ma Cremaschi non ci sta, e sporovvisto di idee per la smentita della smentita, protesta: «Io vorrei che non ci fosse il pollaio in studio, se possibile».

«Gallinaio», rivendica la Mussolini: almeno la gallina fa le uova, il pollo no

È a quel punto che la polemica s’infiamma, la discussione si trasforma in bagarre, e che tutto predispone all’ironica sentenza della Mussolini che, più scatenata che mai, chiosa e zittisce Cremaschi: «Ma quale pollaio? Gallinaio. Il termine ‘pollaio’ no, perché è maschilista. Rivendico il mio ruolo di gallina, perché la gallina fa le uova, loro, che sono polli, manco quelle fanno. Certe uova così faccio io, Cremaschi»… Affermazioni che nell’asfaltare Cremaschi, trovano anche l’appoggio del giornalista del Foglio, Roberto Arditti, che aggiunge: “Approvo totalmente l’osservazione dell’onorevole Mussolini. E qui dal pollaio vorrei dire a Cremaschi che, se facciamo anche convegni di carattere politico nei quali proviamo a sostituirci agli ingegneri e ragioniamo anche sul tipo di ponte, ho la sensazione che il ponte ricostruito lo vedremo tra 20 o 30 anni». A quel punto, bersagliato da un fuoco di fila di repliche serrate recriminazioni sparate a raffica, a Cremaschi non resta che alzare bandiera bianca e abbandonare lo studio…

 

Commenti

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  • Angela 6 ottobre 2018

    Brava Mussolini!li mettesse a posto lei sti polli spelacchiati della sinistra…

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